Cerca
Edicola digitale
+

Spin Time, quelle notti brave in via di Santa Croce e lo show senza fine degli "scrocconi"

Esplora:

Gabriel Bernard
  • a
  • a
  • a

La strada rimane occupata. Lo "show" di Spin Time continua, nonostante famiglie e bambini costretti a dormire nelle tende allestite sul marciapiede. E intorno alle 21 di ieri, a portare solidarietà arriva l’attrice Sabina Guzzanti. «Resisteremo per tutto il tempo necessario», annuncia al centro della cosiddetta "arena resistente", cinema all’aperto del presidio nel cuore del quartiere Esquilino di Roma. «Ci siamo posti il problema di rendere questo posto il più piacevole possibile e così iniziamo dai film, dal cinema, dai bambini». Ed è tutto il "sinistro" mondo del cinema e della cultura, da Marco Bellocchio a Paolo Sorrentino fino a Carlo Verdone, a mobilitarsi per Spin Time e sottoscrivere un appello per richiamare l’attenzione sul futuro della struttura definita «un modello alternativo capace di dare una risposta all’emergenza abitativa». Tra attivisti e Comune in via di Santa Croce in Gerusalemme è un braccio di ferro. La Città sta lavorando per capire dove collocare le quattrocento persone che vivevano a Spin Time e che ora, dopo l’incendio divampato nello stabile mercoledì scorso, si ritrovano in strada. E i collettivi organizzano una festa. Sabato, in mezzo alla carreggiata, è stato il momento di balli, birre, dj set. Accanto le famiglie che ora si ritrovano a dormire in tenda, in dieci su un materassino da campeggio. Di questi otto sono bambini.

 

La via, davanti alla sede del centro sociale sequestrato dalla questura di Roma, è una tendopoli ormai da giorni. E le tensostrutture montate dalla Protezione Civile si alternano a una trentina di tende portate dagli attivisti. C’è chi cena, chi fa le treccine, chi cerca di dormire. In mezzo alla strada duecento persone ballano e brindano davanti alla consolle. Prima il dj set e la polizia locale, in via precauzionale, si ritrova costretta a spostare di qualche metro un’automobile parcheggiata lì accanto. Poi il torneo di calcetto, le danze boliviane e la proiezione del film "Fantastic Mr. Fox". I centri sociali vogliono imporre il proprio volere sul Comune, la città cerca soluzioni, le famiglie degli sfollati si affidano a chi promette loro una casa e un futuro, chi abita nel quartiere si lamenta per il caos. Per arginare l’emergenza il Comune ha risposto «alzando il livello di assistenza delle persone che si trovano in strada». E così è «garantita una presenza costante e strutturata per rispondere ai bisogni primari delle persone coinvolte», ha sottolineato Barbara Funari, assessora capitolina alle politiche sociali e alla salute.

Per farlo sono stati attivati diversi interventi che hanno visto in campo duecento operatori tra Sala Operativa Sociale (SOS) e volontari di protezione civile. Venti gazebo posizionati lungo la via, con dodici bagni chimici e otto raffrescatori industriali. Tra la strada e le tre strutture messe a disposizione dal comune sono state allestite duecento brandine. Chi dorme al chiuso o all’aperto lo fa per una sua scelta personale. Per gli ex occupanti del centro sociale la decisione è netta: «Resteremo in strada finché non ci sarà permesso di rientrare». Una pressione costante che cerca di spingere la trattativa in corso tra Roma Capitale, Investire sgr (proprietà dell’immobile) e la Prefettura. La volontà del Comune è quella di «garantire il massimo impegno per salvaguardare un’esperienza di integrazione e comunità» e, per farlo, il Campidoglio avrebbe avanzato una proposta: un anno di affitto per consentire l’ingresso agli occupanti e una proposta di acquisto dello stabile. Per ulteriori dettagli, però, bisognerà attendere il nuovo incontro previsto per oggi. Intanto da Spin Time si fa di tutto per «resistere un minuto più di loro», si organizzano eventi e attività. Poi, quando cala la notte, i più fragili rientrano nelle strutture messe a loro disposizione a pochi passi dalla ex sede Inpdap occupata dal 2013.
 

Dai blog