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Il parco sul Tevere da due milioni di euro in malora dopo un anno

Francesca Mariani
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Un anno dopo l’inaugurazione, il parco d’affaccio Foro Italico sul Tevere non se la passa affatto bene. Tra le erbacce che si fanno largo nella pavimentazione, rovinandola, e che in alcuni punti hanno preso il sopravvento, spuntano attrezzature per il fitness danneggiate e pericolose, perché allentate, e «nasoni» da cui non esce più acqua. La sensazione è che la terrazza tra Ponte Milvio e Ponte Duca d’Aosta sia già caduta in malora.

A denunciare la situazione è stato Daniele Giannini, della Lega: «Ormai è chiaro a tutti che ogni opera inaugurata da Gualtieri, con tanto di video propagandistici, dopo pochi mesi cade nel degrado», attacca Giannini, ricordando il taglio del nastro con il sindaco in bicicletta e l’assessore all’Ambiente, Sabrina Alfonsi. Ma se il leghista punta il dito sui progetti e sull’esecuzione dei lavori, dal dipartimento Ambiente di Roma Capitale fanno sapere che i danni agli attrezzi sarebbero dovuti ad atti vandalici.

Già tre volte l’impresa che ha svolto i lavori è intervenuta per le riparazioni a proprie spese (lo prevedono per alcuni anni i lavori del Giubileo) e per questo verranno installate telecamere di sorveglianza in via Capoprati. Altra questione è l’erbaccia. L’ufficio spiega che l’ultimo intervento è stato effettuato il 29 maggio e che il prossimo ci sarà mercoledì. Vista la situazione, però, la frequenza sembra insufficiente. E al netto della competenza sulle piazze con le panchine, che il dipartimento spiega di avere «riconsegnato» alla Regione, un cambio di passo nella cura dell’area appare necessario. Quantomeno alla luce del costo dell’opera: ben due milioni di euro di fondi giubilari.

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