Botticelle, la verità dei vetturini: "Ma quale addio, non scende nessuno"
Se a caval donato non si guarda in bocca, al taxi fornito in cambio della botticella, sì. Dopo che lunedì il Campidoglio ha riferito di una svolta vicina nelle trattative con i vetturini per convertire le licenze per le carrozze in permessi per le auto bianche, i lavoratori del settore hanno voluto fare chiarezza. A mettere i puntini sulle "i" è stato Marco, 42 anni, cocchiere da 14. «Quanti di noi sono disposti a scendere dalla botticella? Uno, due o forse zero. In ogni caso, pochi, ma direi più probabilmente nessuno», ha detto, spiegando che, quando a gennaio sono stati convocati dal Garante degli animali di Roma Capitale, Patrizia Prestipino, «nessuno ha comunicato con certezza di essere disposto a cambiare mestiere». Eppure, due giorni fa, quando il cocchiere Marco Calò aveva rilasciato un’intervista a un noto quotidiano romano, la contrattazione sembrava a buon punto. Almeno dal punto di vista del Campidoglio. «Sono fiduciosa perché ho trovato una categoria pronta al cambiamento», aveva affermato Prestipino, definendo Calò, il vetturino interpellato, «l’irriducibile», l’ultimo ostacolo alla rivoluzione delle botticelle.
«Non c’è ancora niente di concreto. Il Comune dice di aver avviato un dialogo con una casa automobilistica giapponese per valutare se sia disposta a fornire vetture, ma la strada mi sembra ancora lunga e, onestamente, non credo che sia possibile trovare una via d’uscita», ha ammesso il 42enne, offrendo così un’altra versione dei fatti.
Il punto, infatti, è che «chi doveva scendere dalla carrozza, lo ha già fatto ai tempi del Covid, quando non si lavorava, ma bisognava comunque continuare a sostenere le spese per la cura dei cavalli», ha precisato Marco. Una verità, quella del vetturino, che il Garante degli animali di Roma Capitale e deputata dem, ha respinto: «Calò è l’unico determinato a restare. Gli altri vogliono solo alzare il prezzo. Chiedono la macchina o due licenze in cambio della rinuncia alla botticella, una per loro e una per un parente o un amico. Non è vero, però, che sono tutti contrari. In quel caso, saremmo costretti a rendere loro la vita impossibile, con controlli sulle emissioni degli scontrini o sul rispetto del codice della strada». Intanto, in vista dell’ondata di caldo prevista per domani, Prestipino ha fatto sapere di aver chiesto per le botticelle «un blocco totale, che superi l’ordinanza che ne permette l’utilizzo solo dopo il tramonto».
La capogruppo capitolina di Forza Italia, Rachele Mussolini, che nel luglio 2024 ha presentato una mozione, che impegnava il sindaco Gualtieri e la Giunta a prevedere delle alternative alla trazione animale delle botticelle e poi approvata in Assemblea Capitolina, ha invece auspicato che il tavolo tra il Comune e i vetturini possa portare presto alla conversione delle licenze. «Quelle carrozze sono anacronistiche e bisogna pensare al bene degli animali, che non possono stare ore sotto il sole e nel traffico», ha commentato. Marco sul bene degli animali è stato intransigente: «Per noi sono al primo posto. Io, i miei, li porterei sul divano a guardare la tv. Chiedermi di rinunciarci significherebbe chiedermi di salutare un pezzo prezioso di vita. Le dico una cosa: durante il periodo del Covid ho ipotizzato di lasciare, ma, quando sono venuti a prendere gli animali, non ce l’ho fatta. E credo di poter parlare anche a nome degli altri 15 vetturini rimasti».
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