Varchi Ztl in uscita, la rivolta dei ristoranti: "Fermate questa follia"
Al ristorante nei weekend in metro o in autobus, per i più facoltosi anche in taxi, oppure bisognerà ricordarsi di mangiare veloci perché se si è entrati in macchina senza permesso Ztl dopo le 18, a varchi spenti (quindi lecitamente), bisognerà uscire entro le 23 a meno di non beccarsi una multa, oppure decidere di rimanere a vagare in strada fino alle tre del mattino, quando di nuovo si spegneranno. Questo perché alle undici di sera, il venerdì e sabato, scatta la Ztl notturna nelle zone della movida. Oppure, ancora, bisognerà ingegnarsi per trovare un percorso alternativo di uscita. Ancora non è realtà, ma poco ci manca.
Ztl, ecco i varchi anti-furbetti. Il Comune monta i primi sei, ecco dove
L’Amministrazione ha già dato il via all’installazione dei primi sei varchi in uscita per contrastare i «furbetti» che, ad oggi, per evitare di pagare la Ztl entrano contromano e perfino in retromarcia. Ma è pronta a posizionarne molti altri con un piano complessivo che vale quattro milioni. Peccato però che, almeno al momento, non sono previste deroghe per i clienti delle attività di somministrazione, che di fatto si troveranno «costretti» a scegliere un mezzo alternativo per recarsi in centro, se vorranno continuare a frequentare i loro locali di fiducia. Difficile, tuttavia, improvvisare un dopo cinema o un dopo teatro senza tenere costantemente d’occhio l’orologio, visto che allo scoccare delle 23, quindi anche prima della favola di Cenerentola che a mezzanotte tornava alla sua triste realtà, non si potrà più uscire in macchina dalla Ztl notturna senza incappare nella telecamera.
Una prospettiva che, solo ipotizzata, fa saltare sulla sedia, per non dire altro, le associazioni di categoria. «Una follia, ecco cos’è questa idea - dice particolarmente indignato Sergio Paolantoni, presidente di Fipe Confcommercio, che non vuole neanche credere all’ipotesi - Così davvero si vuole dichiarare la morte del centro storico e delle migliaia di attività commerciali che ci lavorano. E poi la metro o qualunque mezzo alternativo deve essere un’opportunità per il cittadino, non un obbligo, come invece diventerebbe accendendo questi varchi in uscita».
Però secondo l’assessorato capitolino alla Mobilità, che respinge le accuse al mittente, già oggi le persone non autorizzate il venerdì e sabato dopo le 23 non potrebbero entrare e quindi, accendendo i varchi in uscita, non si farebbe altro che applicare concretamente le regole. Inoltre, sostengono dall’assessorato, quei giorni la metro è attiva fino all’1.30 e una minore congestione del centro non può che fare bene a tutti, commercianti compresi. Ma i diretti interessati non la pensano affatto così. Già l’altro ieri le associazioni di categoria hanno fatto partire una lettera dove chiedevano con urgenza un tavolo di confronto per discutere delle politiche di mobilità. Il concetto è che non si può soltanto vietare o limitare ma bisogna mettere in atto dei provvedimenti che non penalizzino le attività che insistono in questa area. Il danno economico, da questo ennesimo stop alle auto sarebbe di circa 12 milioni in un anno, secondo le stime di Fiepet Confesercenti, che fa notare anche come in questo modo non si farebbe altro che allontanare ancora di più i romani dal centro
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