Il meteo "pazzo" salva la spesa, scendono i prezzi di frutta e verdura
Il clima viene in aiuto dei prezzi di frutta e verdura di stagione, che scendono. Nonostante uno scenario internazionale ancora segnato dall’instabilità dei costi energetici e della logistica, che spingono in alto il costo di alcune materie prime, dal consueto bollettino del Centro Agroalimentare di Roma arrivano, finalmente, buone notizie. E sono le condizioni meteo particolarmente atipiche, con un alternarsi tra bello e cattivo tempo, tra temperature mite e quelle più rigide, a frenare la domanda dei consumatori di prodotti tipicamente stagionali. Così, da qualche giorno a questa parte, c’è maggiore abbondanza di frutta e verdura rispetto alla richiesta, motivo per cui i prezzi scendono. In particolare, proprio su quei rincari che avevano colpito le produzioni del Sud Italia, che sembrano invece rientrati.
I prodotti, infatti, si attestano ora su livelli di sostenibilità, pur mantenendo un lieve scarto rispetto al 2025, a testimonianza di una frase di stabilizzazione post-emergenziale. Dunque, quelli che erano i prodotti ritenuti più “proibitivi” per le tasche del consumatore, a iniziare dalle fragole, diventano a portata di tutti. Il prezzo delle fragole della Basilicata è sceso infatti di ben il 12,5% rispetto allo scorso anno: 3,5 euro al chilo, contro i 4, mentre si è stabilizzato quello delle zucchine, che erano schizzate settimane fa a oltre 1,5 euro al chilo all’ingrosso e che ora invece sono tornate a meno di 1 euro, e della lattuga cappuccio, a 1,3 euro al chilo come lo scorso anno.
Ancora in lieve rialzo si trovano, invece, prodotti come gli asparagi, oggi 5,50 euro al kg., rispetto ai 5 euro del 2025; i finocchi a 1,80 rispetto a 1,50 dello scorso anno e i pomodori, della tipologia piccadilly, oggi a 2,3 euro al kg., con un 15% in più del 2025. I prezzi di questo periodo di questa verdura, rincarata in 12 mesi, sono comunque ben lontani dai picchi emergenziali dei mesi precedenti, quando i pomodori, ad esempio, avevano raggiunto prezzi all’ingrosso anche di oltre 5 euro.
«I dati confermano che i forti aumenti delle scorse settimane non erano sempre giustificati da carenze produttive reali, quanto piuttosto da fenomeni speculativi alimentati dall’euforia del periodo pasquale e dall’instabilità - è il commento del Direttore Generale del Car, Fabio Massimo Pallottini - Mentre a livello internazionale persiste una forte incertezza, i nostri operatori garantiscono quotazioni che rispondono alla reale legge della domanda e dell’offerta». Resta il tema degli aumenti generali della spesa, che secondo le ultime stime delle associazioni dei consumatori, ad aprile è balzata a 20 euro in più rispetto a marzo. Qualche timido segnale di decremento dell’inflazione oggi c’è, ma le oscillazioni al ribasso non hanno ancora in modo significativo portato sollievo alle tasche dei consumatori, che stanno modificando anche il modo di fare la spesa, evitando ad esempio come in passato di concentrare gli acquisti in un’unica giornata della settimana, preferendo piuttosto frazionarli quotidianamente o quasi. Boom delle offerte della grande distribuzione per arginare il calo dei consumi, una tattica che funziona: gli scaffali dove il prezzo del prodotto è in promozione sono quasi sempre vuoti.
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