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Danni a piazza San Giovanni, Concertone nel mirino. Oggi sopralluogo

Martina Zanchi
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Smontato il palco del 1° Maggio, ieri mattina piazza San Giovanni si è mostrata con nuovi danni alla pavimentazione. Non si tratta di qualche fessura ma di spaccature profonde sulle lastre che compongono le fontane a raso, principalmente sul lato sinistro della piazza, guardando la Basilica. Proprio quello su cui viene montato il palco. Anche il prato è messo piuttosto male, visto che in alcuni punti è diventato fanghiglia. «Fino al giorno prima la piazza era perfetta - esclama un passante che ci esorta a fotografare il pavè, riqualificato grazie a 15 milioni del Giubileo 2025 - Hanno rotto tutto un’altra volta».

Lo scorso anno, dopo il concerto, sono state sostituite 106 lastre di pietra danneggiate - aveva spiegato allora il Comune - dalle operazioni di allestimento del palco, e si erano sbeccate anche alcune panchine di marmo. Se anche stavolta la "colpa" è del Concertone, verrà appurato nel sopralluogo che i tecnici comunali svolgeranno proprio oggi.

Quel che è certo è che lo scorso anno i costi di riparazione sono stati a carico degli organizzatori materiali dell’evento, che non sono Cgil, Cisl e Uil (i sindacati fanno sapere infatti di essere promotori e di non occuparsi direttamente della parte logistica) ma la società specializzata «iCompany», che contattata ieri da Il Tempo per ora non ha fornito risposte in merito. Nell’attesa però è utile riavvolgere il nastro: nel 2025, riconosciuta la causa dei danni alla piazza, le riparazioni vennero concluse in circa una settimana. A rimetterci erano state proprio alcune fontane a raso: immagini e video del periodo mostrano spaccature simili a quelle attuali. Per chiarire però se si tratti dello stesso problema del 2025 (e soprattutto chi pagherà le riparazioni) bisogna attendere l’esito del sopralluogo di oggi, in cui verranno confrontate le condizioni della piazza «ante» e «post» concerto.

Stando a quanto trapela da fonti capitoline, in una verifica fatta prima del concerto era emersa qualche incrinatura ma non fratture vere e proprie. È su questo punto che probabilmente si concentreranno le verifiche odierne e i confronti dei prossimi giorni con gli organizzatori. Resta però il punto chiave della questione, e cioè se piazza San Giovanni sia ancora o meno la location giusta per un evento da 250 mila persone. «Ma perché non lo spostano da un’altra parte? - domanda un’altra frequentatrice della piazza - Questa pavimentazione è bella ma delicata, ci sono tanti posti dove potrebbero organizzare il concerto senza rischiare di fare danni, ad esempio l’ippodromo delle Capannelle o Circo Massimo. Invece si ostinano a venire qui». La risposta spetta al Campidoglio, che ha concesso piazza San Giovanni anche per il live del 2026.
 

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