Corviale, anziana esce per una visita e quando torna trova casa occupata
Uscire di casa per una visita medica e trovarla occupata al ritorno, con la serratura cambiata. È quanto accaduto a una residente di un alloggio Ater a Corviale, in uno di quei casermoni grigi del complesso lungo un chilometro soprannominato il «Serpentone». L’anziana, 85 anni, operata all’anca e in attesa di un delicato intervento al ginocchio, è regolare assegnataria Ater e si era assentata per trascorrere il fine settimana insieme alla figlia. Ma domenica scorsa le luci accese di sera e i rumori avevano insospettito la vicina di casa, che le ha subito telefonato. Così quando la mattina seguente, intorno alle 9, è stata riaccompagnata all’appartamento ha trovato la porta d’ingresso sbarrata: una sessantenne, originaria dello Sri Lanka, si era intrufolata e impossessata di casa sua. L’anziana ha bussato e chiesto aiuto, ma invano. Quindi si è rivolta alla polizia locale dell’XI Gruppo Marconi e ha spiegato agli agenti che lei, dentro casa, non poteva più entrarci. Sarebbe però solo l’ultimo di una serie di episodi che i residenti denunciano di subire da tempo: «Appena si libera un alloggio, arrivano e si mettono dentro senza nessun diritto».
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Le modalità, spiegano, sono ricorrenti: serrature forzate o chiavi passepartout, quando non si vuole dare troppo nell’occhio. Come è accaduto a ottobre scorso, quando cinque cittadini peruviani hanno occupato l’appartamento di un 86enne usando una chiave universale. In altri casi, invece, chi occupa non teme ripercussioni e arriva buttando giù persino porte blindate e allarmate, per poi abbandonarle sui pianerottoli. Ed è quello che è successo all’ottavo piano di largo Emilio Quadrelli, al civico 5, sempre a Corviale, in quel lungo caseggiato fatiscente dove convivono fragilità e prepotenze. Chi ci abita allarga le braccia e scuote la testa: «Ormai non ci stupiamo neanche più, qui le cose stanno così. È un’anarchia. E a rimetterci siamo sempre noi povera gente». Le case popolari «devono andare a chi ne ha diritto secondo graduatoria e nel rispetto delle regole, non a chi forza una porta approfittando della vulnerabilità altrui», commentano dal coordinamento romano di Democrazia sovrana e popolare (Dsp). Secondo Marco Palma, consigliere di Fratelli d’Italia del Municipio XI, «un modo per tamponare il fenomeno delle occupazioni abusive sarebbe una presa d’atto da parte dell’azienda (l’Ater, ndr): gestire davvero gli immobili, non lasciarli a se stessi. Innanzitutto si percepirebbe la presenza delle istituzioni e della proprietà, e subito dopo si affronterebbe la realtà».
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