Addio al Mattatoio: le botticelle di Roma hanno traslocato al Galoppatoio
C’è voluto qualche decennio, una quantità industriale di riunioni inconcludenti e la pazienza testarda che a Roma è virtù civile prima ancora che morale. Alla fine le ultime "botticelle" hanno mollato gli ormeggi: dall’ex Mattatoio di Testaccio hanno traslocato al Galoppatoio di Villa Borghese. Non è la fine di un’epoca, ma certo è la fine di una lunga sospensione. Chi conosce la storia sa che convincere gli ultimi 17 conducenti è stata un’impresa da logoramento. Negli anni si è provato di tutto: incentivi, promesse, perfino la tentazione del volante al posto delle redini. Pochi hanno accettato di passare dal cavallo in cambio di una licenza taxi. Gli altri sono rimasti, irriducibili, ancorati a quelle stalle.
Umberto Marroni, amministratore delegato della Fondazione Mattatoio, senza proclami ha preso in mano il dossier del più grande cantiere urbano della città e ha portato a casa il risultato. Non da solo, certo, anche con il coinvolgimento della Commissione Veterinaria e della Asl Roma 1. Marroni stesso ha parlato di «una situazione rimasta sospesa troppo a lungo», affrontata con «un lavoro serio di confronto e mediazione capace di tenere insieme rigenerazione urbana, cultura e rispetto degli animali». E l’assessore al Patrimonio, Tobia Zevi, riassume e rivendica: «Abbiamo scelto di affrontare una situazione complessa rimasta sospesa troppo a lungo, con un lavoro serio di confronto e mediazione che ci ha consentito di costruire una soluzione equilibrata e condivisa: l’Accademia delle Belle Arti entra finalmente negli ambienti che le spettavano e può avviare un investimento strategico per la cultura e la formazione valorizzando maggiormente il polo culturale dell’ex Mattatoio».
Il risultato è doppio. Da una parte l’Accademia delle Belle Arti di Roma potrà finalmente respirare. E qui la battuta è fin troppo facile: si passerà dalle stalle alle stelle. Ma, per una volta, il gioco di parole fotografa la realtà. Negli spazi che per decenni hanno ospitato box e fienili entreranno atelier, laboratori, studenti. Il presidente dell’Accademia Umberto Croppi non nasconde il sollievo: è «una bellissima notizia - dice - consentirà di ampliare gli spazi e lasciare sedi costose e inadatte. I progetti sono pronti, le gare europee arriveranno anche se richiederanno tempo». Ma almeno si parte. I cavalli escono da un limbo urbanistico e simbolico. Al Galoppatoio, restaurato e restituito alla sua funzione, troveranno una collocazione più coerente, lontana dal traffico e più vicina alla loro natura. È un cambio di paradigma. Come ha sottolineato la delegata del sindaco, Patrizia Prestipino: «Finalmente i cavalli vengono spostati in un luogo più idoneo». Ma il percorso non è finito: l’obiettivo resta superare definitivamente una pratica «stressante e altamente pericolosa per gli animali».
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