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A Roma va in scena "la grande bruttezza". Degrado ovunque col boom di turisti

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Sigismondo Valente
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Gli ispettori del Bie sono rimasti incantati dalla "grande bellezza" della Città Eterna. Ma loro, che dovranno decidere sulla candidatura di Roma a ospitare Expo 2030, hanno visto solo il lato A della Capitale, quello ripulito in occasione della visita istituzionale. Il lato B è destinato alle centinaia di migliaia di turisti che già in questo inizio di primavera stanno affollando le strade del centro storico. E per fortuna dal centro non si muoveranno, perché fuori dalla cinta delle mura Aureliane è molto peggio di quello che vi stiamo raccontando. I fotografi hanno girato in lungo e in largo, durante il week end appena trascorso, alla ricerca della "grande bruttezza". Non è stato affatto difficile trovarla. Hanno battuto le vie dello shopping, le aree monumentali, con il mirino degli obiettivi delle macchine fotografiche ad altezza uomo.

VENDITORI AMBULANTI ABUSIVI STRANIERI - E a questa altezza la prima cosa che salta all’occhio non può che essere l’esercito di venditori abusivi. Dai "commercianti" bengalesi e cingalesi di bottigliette d’acqua, di bastoncini per selfie e caricatori portatili per cellulari - gli stessi che in caso di pioggia sono pronti a sfoderare colorati set di ombrelli- fino ai ragazzi africani carichi di cappelli, cinte, collanine e braccialetti. L’assalto al turista è garantito dall’area del Colosseo a piazza Venezi, da piazza di Spagna fino a piazza San Pietro.

 

 

L’ESERCITO DEI DISPERATI - Non serve voltare l’angolo per trovare marciapiedi invasi da clochard che bivaccano o chiedono l’elemosina ai passanti. Se non dormono arrotolati in vecchie e logore coperte, sono lì seduti, circondati da cani e barattoli, uno ogni poche decine di metri. Basta camminare lungo via del Corso e via Nazionale per rendersi conto del loro numero. Alcuni senzatetto, ieri, schiacciavano plateali riposini addirittura nelle aiuole di piazza Venezia, a due passi dalla scalinata che porta in Campidoglio.

CAOS PARCHEGGI - L’abitudine ormai di vedere i marciapiedi trasformati in caotici parking per biciclette e monopattini dello sharing non fa dimenticare comunque l’altra piaga di Roma, ovvero le auto in doppia fila, parcheggiate in sosta vietata oppure sugli stalli dedicati alle due ruote come ne abbiamo fotografate in via Lata e perfino in piazza di Montecitorio. In corrispondenza di ponti e giorni festivi, scendendo il numero di vigili urbani al lavoro, sale quello di chi ne approfitta per lasciare l’auto dove capita.

 

 

PAVÈ COLABRODO - Quando l’obiettivo dei fotografi dall’altezza uomo si sposta ad altezza suolo, ecco che compaiono le buche, un grande "classico" di Roma. E i turisti sono costretti a zigzagare sull’asfalto dissestato per raggiungere questo e o quel monumento, come accade in via di Pietra, in via del Teatro Marcello o in via in Aquiro. Via del Corso è costellata di toppe, mentre reti di plastica arancione, a protezione di voragini e tombini traballanti, fanno bella mostra in piazza Venezia e in piazza San Silvestro.

SPORCIZIA E SPAZZATURA - L’immondizia non raccolta e maleodorante è una cartolina troppo brutta per una città doverosamente ambiziosa come Roma. Alcune delle foto che pubblichiamo documentano cumuli di sacchetti lasciati agli angoli delle strade o spazzatura che straborda dai pochi cestini presenti nelle piazze. Da Santa Maria In Via a via Tomacelli, da piazza Venezia a via della Colonna Antonina, ancora in via de’ Burrò e in via di Sant’Ignazio, gli scarti sparpagliati, fuoriusciti dai sacchetti, sono alla mercé di topi, piccioni e gabbiani. Turisti e romani meritano di più.

 

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