All'Ama fioccano le nomine. In arrivo due super dirigenti
Neanche nella Roma semi svuotata dal Ferragosto l'Ama riesce a garantire ai romani un livello adeguato di igiene e a svuotare i cassonetti, come pure il sindaco Gualtieri aveva promesso di fare dopo aver mancato l'obiettivo della sua campagna elettorale: «la città pulita entro Natale» In compenso, ecco le nomine di mezza estate: con una sorta di procedura d'urgenza arriverà dal Demanio un nuovo dirigente: stipendio annuo 163 mila euro.
Il nuovo presidente Daniele Pace, che è anche amministratore delegato di Invitalia, e ricopre il doppio ruolo in un delicato gioco di equilibri, ha verbalizzato l'assunzione della nuova «risorsa», un costo in meno per l'Agenzia del Demanio, uno in più sotto la voce stipendi per la municipalizzata (100%) romana, il più grande operatore nella gestione integrata dei rifiuti ambientali. L'obiettivo dichiarato è reperire sul mercato le professionalità necessarie in vista della realizzazione del nuovo termovalorizzatore che chiuderà il ciclo dei rifiuti. Le nomine a Ferragosto di elementi esterni sono ovviamente sgradite ai sindacati che da sempre fanno il bello e il cattivo tempo e reclamano al tempo stesso la cronica mancanza di personale.
Non dirigenti ma operatori, visto che molti lavoratori risultano inidonei, salvo guarire all'improvviso dopo i controlli degli ispettori.
A Roma torneranno subito le strade sporche: già sospeso l'accordo Ama-sindacati
La nomina del nuovo dirigente «comandato», fortissimamente voluta dal presidente ha sollevato non poche perplessità anche all'interno del Cda che non ha voluto deliberare ma solo prendere atto dell'accordo precedentemente sottoscritto. Ma la campagna acquisti dell'Ama non finisce qui. Con un bando di mezza estate - scadenza il prossimo 22 agosto - l'azienda di via Calderon de la Barca vuole dotarsi di un'altra figura professionale: un dirigente, posizione 1, da assegnare alla Segreteria tecnica «a diretto rapporto col direttore generale», una figura che dovrà occuparsi della «qualità del servizio di gestione dei rifiuti». Per assurdo, mentre l'Ama continua a dotarsi di nuove risorse, senza andare troppo per il sottile sulle spese, il presidente continua a guidare l'azienda a titolo gratuito, cioè senza percepire un euro. Una forma di «volontariato» per governare la principale utility italiana, oltre 7.000 dipendenti, un bacino di utenza di 2.848.084 romani, una raccolta di circa 1.570.000 tonnellate l'anno di rifiuti.
Il Cda Ama è passato di recente da 3 a 5 membri con la new entry di tre donne: la manager Elisabetta Ferrari, già nel Cda di Sogesid, azienda del Mite; Luana Labonia, e l'avvocato Claudia Pezzi. Ogni membro del Cda percepisce circa 1.200 euro al mese, i revisori dei conti, chiamati a verificare bilanci milionari, 650 euro. Compensi sin troppo «modici» se confrontati alle retribuzioni ben remunerate dei nuovi assunti. Il sindaco Gualtieri, commissario con la mission di incenerire, è impegnato a realizzare il nuovo termovalorizzatore. Ma è un fatto che Roma continui ad essere sporca anche senza i romani. Basta una passeggiata per il centro, affollato in questi giorni di turisti, per rendersene conto. In mancanza di cestini si utilizzano in modo disinvolto i cestini delle biciclette del noleggio. I sottopassaggi - vedi quello tra via del Tritone e via dei Due Macelli - vengono utilizzati come discariche a cielo aperto. Ma l'azienda - lo ha fatto di recente con un comunicato - considera il livello di decoro della città «adeguato». I sindacati confederali da 5 anni intanto chiedono 500 nuove assunzioni nei settori più strategici, in particolare quello della raccolta. Ma l'unica risposta finora è stata la nomina di sei dirigenti, il primo atto del nuovo Cda. E ora ecco il bando di mezza estate.
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