La Corte dei conti vuole vederci chiaro sulla parentopoli grillina nel Comune di Roma
A Roma tutti parenti e amici. Dopo la bufera sul Pd in Regione, ecco la parentopoli grillina in Comune. Si muove la Corte dei Conti su assunzioni e consulenze “livornesi” dell'assessore al Bilancio Gianni Lemmetti (nella foto).
Tutto parte dall'esposto del consigliere della Lega Davide Bordoni. I pm contabili vogliono capire se le ultime assunzioni in Campidoglio abbiano procurato eventuali danni alle casse capitoline. A finire nel mirino della Corte - come riporta la Repubblica - sono i contratti della fidanzata dell'assessore Lemmetti, Silvia Di Manno, e del capostaff Cristiano Battaglini . La Di Manno, 44enne di Pietrasanta, era riuscita a portare a casa un contratto da segretaria politica, da 23mila euro lordi fino alla fine della consiliatura. Il suo incarico, però, è durato appena cinque giorni. Perché una volta che è scoppiato il caso la sindaca Virginia Raggi sarebbe andata su tutte le furie. Da lì alle dimissioni della Di Manno il passo è stato breve.
Assunta la compagna dell'assessore Lemmetti. A Roma torna la parentopoli a 5 stelle
Battaglini, invece, arrivato in Campidoglio nel 2017, con uno stipendio da 41mila euro lordi, è riuscito poi ad avere un contratto da 91mila euro lordi annui. La Raggi ha pensato anche di chiedere "la testa" del capostaff, ma alla fine Battaglini è rimasto al suo posto. I pm di Viale Mazzini non si concentreranno solo sulle nomine che girano attorno all'assessore toscano Lemmetti, ma anche alle altre assunzioni che risalgono al 17 marzo scorso.
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