Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

Al ristorante con amuchina e termometro

Il protocollo-riapertura dei ristoranti a Roma con misurazione di febbre e disinfettante

Damiana Verucci
  • a
  • a
  • a

Bisognerà abituarsi a mangiare al ristorante tra gel e disinfettanti. Perché anche se le regole ancora non ci sono, c'è già invece un protocollo sicurezza per ristoranti e bar, stilato da Fipe-Confcommercio Roma. E in poche parole si può riassumere così: menù e sistemi di pagamento digitali, igienizzanti sul tavolo, tavoli separati e accesso ai bagni rigorosamente uno alla volta. La fase due nell'era coronavirus prevederà diverse regole per andare a pranzo o a cena fuori. Ma anche se alcuni ristoranti si sono già attrezzati con l'ormai noto plexiglass da montare tra un cliente e un altro, Fipe sostiene invece che deve essere il titolare dell'esercizio pubblico a decidere come assicurare il distanziamento, in pratica a sua discrezione. “Questo protocollo lo abbiamo sottoposto all'attenzione del Governo e delle istituzioni locali – fa sapere Luciano Sbraga, della Fipe Confcommercio – vogliamo farci trovare preparati quando ci diranno che gli esercizi di somministrazione potranno riaprire. Sarà cura dei titolari garantire la sicurezza dei dipendenti e della propria clientela”. Per approfondire leggi anche: Corsa alla Fase 2: plexiglass già introvabile Per i lavoratori sono previsti guanti e mascherine se non è possibile garantire il distanziamento ma comunque, sostiene il protocollo, ai guanti in lattice è da preferire per il personale di sala il lavaggio frequente delle mani. Vietato l'ingresso a chi ha una temperatura superiore ai 37,5 gradi e i dipendenti del locale potranno essere soggetti al rilievo della temperatura prima di prendere servizio. Per quanto invece attiene la clientela, si prevede, ove possibile, una separazione degli accessi di entrata e di uscita nel ristorante e vanno favoriti i sistemi di prenotazione per evitare eventuali assembramenti all'ingresso. Gel igienizzanti saranno disponibili sia quando si entra che sopra i tavoli, come detto, così come vicino a dove si mangia potranno essere posizionati dei cestini dove i clienti getteranno salviette umidificate e igienizzanti vari. I bagni saranno dotati di prodotti per potersi lavare accuratamente le mani e riporteranno cartelli con le raccomandazioni della autorità sanitarie. Gli oggetti utilizzati per un servizio (cestino del pane, prodotti per il condimento, zuccheriera monodose, ecc.) non dovranno essere riutilizzati senza adeguata igienizzazione. In alternativa si potranno utilizzare prodotti usa e getta, vale a dire monouso. I clienti si potranno sedere su tavoli distanziati di un metro o più. Per quanto invece riguarda i bar sarà adottato il modello di servizio che favorisce la riduzione degli spostamenti e in molti, almeno all'inizio, preferiranno la formula take away scordandodi, di fatto, il piacere del caffè nella classica tazzina. Per approfondire leggi anche: I ristoratori in ginocchio dichiarano guerra: parte lo sciopero fiscale

Dai blog