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la lettera agli studenti

Coronavirus e scuola chiusa, la professoressa agli alunni on line: così riscopriamo il valore della scuola

Al tempo del coronavirus la scuola non si arrende. Il messaggio della prof agli studenti dell'Ic Mommsen di Roma in attesa di tornare in classe

La professoressa agli alunni on line: la solitudine vi faccia riscoprire il valore della scuola

La scuola non si arrende. I professori nemmeno. Dopo l'iniziale smarrimento per la chiusura degli istituti causa emergenza Covid-19, studenti e docenti sono di nuovo insieme, per crescere e lavorare già, da oggi, al loro futuro. Perché grazie alla tecnologia le classi si riformano nello spazio virtuale. Non è lo stesso, certo. Ma è la ripartenza. E questo per ora, in attesa di ritrovarsi fisicamente, è già un successo. Per estendere il messaggio di ottimismo e di speranza a tutti gli studenti, il Tempo pubblica la lettera di benvenuto della professoressa di italiano, Giorgia Minnucci dell'Istituto comprensivo “Via T. Mommsen, 20” di Roma ai suoi allievi. Da oggi di nuovo in classe, sul web. 

Lettera di benvenuto alla classe II B

"Cari ragazzi,
anche se è strano comunicare con voi attraverso uno schermo, come avrete potuto notare dalle attività presenti sulla nuova piattaforma online, è arrivato il momento di riprendere in modo proficuo e attivo, anche se solo virtualmente, la nostra attività scolastica.
Questa separazione forzata dagli eventi imprevedibili cui stiamo assistendo, deve trasformarsi in una valida occasione per comprendere quanto importanti e fondamentali siano per la nostra vita i rapporti umani, le strette di mano, gli abbracci sinceri, quelli fisici, non virtuali, e quale sia anche il vero senso di parole come “scuola” e “studio”. In origine, infatti, la parola scuola indicava proprio il tempo libero (dal gr. skholḗ «tempo libero, dedicato allo svago della mente»); lo studio, a sua volta, rimanda ai concetti di applicazione, passione, ardore, desiderio, amore (dal lat. studium «aspirare a qualche cosa, applicarsi attivamente»), e il verbo studeo da cui deriva, è descritto con le parole «desiderare, prendersi cura».

Soltanto quando la mente è libera, che l’apprendimento può avvenire in modo sereno e completo. E quanto, in verità, lo studio sia uno svago e, non solo un obbligo, lo capiamo meglio in questi giorni non di vacanza, come avrete avuto modo di intuire.

Vi invito a servirvi della solitudine che state provando come momento per riflettere su voi stessi e sull’importanza della scuola come luogo di formazione, scambio di idee ma, soprattutto, di aggregazione sociale.
Adesso più che mai dobbiamo avere degli obiettivi precisi: è importante impegnarsi e essere fiduciosi negli altri e nel futuro.

Con questa lettera vi do il benvenuto su questa nuova applicazione che cominceremo ad usare e grazie alla quale organizzeremo delle videolezioni.

Andrà tutto bene.

prof.ssa Giorgia Minnucci

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