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il delitto della caffarella

Luca Sacchi, la verità dall'autopsia: "Si difese dai colpi di mazza del killer"

Al vaglio 5 cellulari. Dalla Procura l'ok ai funerali del 24enne ucciso sull'Appia

La fidanzata di Sacchi non convince i pm

La colluttazione tra Luca Sacchi e Paolo Pirino non sarebbe stata fulminea, così come emerso dalle prime testimonianze. Prima che il personal trainer campione di ju jitsu stendesse il ragazzo che aveva aggredito la sua fidanzata Anastasiya, per rubarle la borsa piena di soldi, l’arrestato avrebbe colpito anche Luca Sacchi, presumibilmente con la stessa mazza con cui si sarebbe scagliato contro la babysitter di origini ucraine. La colluttazione sarebbe stata più lunga di quanto gli inquirenti credevano. A rivelarlo sono le ecchimosi, emerse durante l’autopsia e presenti sugli arti superiori della vittima. Non è chiaro se Luca Sacchi sia stato aggredito prima o dopo essere intervenuto in difesa di Anastasiya. Quel che è certo è che la sua reazione ha scatenato l’ira di Valerio Del Grosso, che lo scorso 23 ottobre, vicino al pub John Cabot di via Tommaso Mommsen, ha premuto il grilletto del revolver calibro 38 colpendo Luca alla nuca, quindi la vittima non avrebbe visto il suo assassino o si sarebbe girata all’ultimo momento.

Terminati gli accertamenti sul corpo del ventiquattrenne, dopo otto giorni dal delitto la Procura di Roma ha disposto il nulla osta alla restituzione alla famiglia della salma di Luca Sacchi. Viene dato così via libera alla celebrazione dei funerali.

Intanto proseguono le indagini e la prossima settimana verrano convocati alcuni testimoni che erano presenti la sera dell’omicidio. Gli inquirenti passano al setaccio i tabulati telefonici delle persone coinvolte, non solo i due indagati finiti in carcere con l’accusa di rapina e omicidio, nel tentativo di evidenziare i contatti tra i protagonisti della vicenda: oltre a Luca, la fidanzata Anastasiya e due loro amici, quella sera erano presenti altri testimoni, le cui ricostruzioni hanno aggiunto tasselli alla storia: tra di loro, ci sono due giovani che prima dell’aggressione, sarebbero stati inviati Valerio Del Grosso (finito in carcere per l’omicidio insieme a Paolo Pirino) per accertarsi che alcune persone che volevano acquistare droga avessero i soldi. I due ’inviatì controllarono lo zaino di Anastasiya per accertarsi che ci fosse denaro sufficiente all’acquisto, e videro «soldi divisi in due mazzette da 20 e 50 euro», si legge negli atti dell’indagine. Quando arrivarono Pirino e Del Grosso invece di portare "l’erba", aggredirono la giovane per rubarle lo zaino. A quel punto intervenne Luca in difesa della ragazza e fu colpito dal proiettile sparato da Del Grosso. Questa la versione fornita dai due emissari di Del Grosso, e negata dagli amici della vittima e da Anastasiya che finora ha raccontato solo di una violenta aggressione durante uno scippo e potrebbe essere risentita la prossima settimana.

Ulteriori elementi potrebbero inoltre arrivare dagli accertamenti sulla Smart utilizzata dagli arrestati e sequestrata dai carabinieri.

Gli esiti delle perizie effettuate sui telefoni sequestrati a protagonisti e testimoni della vicenda potrebbero inoltre chiarire le dinamiche che ruotano intorno alla compravendita di droga finita in tragedia. 

La versione fornita dai due emissari di Del Grosso, e negata dagli amici della vittima e da Anastasiya che finora ha raccontato solo di una violenta aggressione durante uno scippo e potrebbe essere risentita la prossima settimana.

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