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Caso Bortuzzo, i due aggressori Marinelli e Bazzano condannati a 16 anni

Caso Bortuzzo

Lorenzo Marinelli e Daniel Bazzano hanno tentato di uccidere Manuel Bortuzzo e la sua fidanzata. Per questo motivo sono stati entrambi condannati a scontare 16 anni di reclusione. Al nuotatore rimasto paralizzato 300 mila euro di risarcimento provvisionale.

Trascorsi otto mesi da quando i due mancati killer hanno sparato e colpito la giovane promessa del nuoto, si chiude il primo grado di giudizio. Il verdetto dei giudici è chiaro: la notte tra il 2 e il 3 febbraio scorso i due imputati hanno commesso un tentato omicidio premeditato, ma non aggravato da futili motivi. 

Nelle menti criminali degli imputati, secondo il sostituto procuratore Elena Neri, i motivi erano tutt’altro che futili: hanno voluto “dimostrare la propria capacità criminale sparando sulla pubblica via colpi di arma da fuoco, nei pressi del pub e nei confronti di ignari passanti", si legge negli atti. 

La rissa andata in scena all’interno dell’Irish pub O’Connel di piazza Eschilo, poco prima dell’agguato, avrebbe innescato nei due ragazzi il bisogno di affermare la loro forza criminale. Per questo quella notte sono tornati sul posto e hanno fatto fuoco su un ragazzo, uno sportivo che nulla ha avuto a che fare con la rissa, le vendette o le dinamiche di pseudo aspiranti malavitosi. 

Marinelli, quale passeggero, agevolato dalla condotta di guida del Bazzano (che rallentava per consentirgli una mira migliore) – si legge negli atti - ha esploso tre colpi di arma da fuoco da distanza ravvicinata, impugnando la pistola" nei confronti di Manuel e Martina "mentre si trovavano fermi sul marciapiede".

“Ho esploso questi colpi in direzione di un ragazzo che ho visto muoversi. In realtà non vi era alcun motivo” ha affermato Marinelli durante l’interrogatorio di garanzia. 

E adesso, a soli 8 mesi dall’agguato, la condanna è arrivata. Non è stato facile per gli inquirenti arrestare i responsabili. Del resto le indagini sono partite cercando di rintracciare un proiettile vagante. I Carabinieri di Roma però hanno deciso di presidiare ogni angolo di Acilia, la frazione dove sospettava potessero essersi nascosti i due. 

Alla fine si sono costituiti quando ormai erano braccati, secondo i pm per “alleggerire la pressione” in una zona “ad alta densità malavitosa”, ovvero ad Acilia: qualcuno potrebbe averli spinti a costituirsi perché la “massiccia presenza delle forze dell’ordine”, dovuta alla ricerca degli indagati, poteva danneggiare gli affari.

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