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Roma, mense scolastiche nel caos

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Roma, mense scolastiche nel caos

Nuovo capitolo della polemica dei presidi romani contro il Campidoglio. Oggetto del contendere l’affidamento del servizio di ristorazione scolastica a ridotto impatto ambientale nei nidi romani e nelle scuole dell’infanzia comunali e statali, primarie e secondarie di primo grado. Il presidente dell’Associazione Nazionale Presidi di Roma e Lazio, Mario Rusconi, davanti alla comunicazione inviata il 20 giugno scorso dal Dipartimento capitolino Servizi Educativi e Scolastici ai dirigenti delle scuole, che demandava una serie di attività agli istituti, denunciava «l’ennesimo scaricabarile di competenze» Dalla registrazione da parte del personale scolastico incaricato del numero e della tipologia dei pasti erogati quotidianamente, all’inoltro mensile delle informazioni ai Municipi, la lettera illustrava i vari step dell’iter.

Il 19 luglio è arrivata ai dirigenti una missiva di sollecito sulle informative richieste, a firma dell’assessore e anche dal direttore generale dell’Ufficio scolastico regionale per il Lazio, Gildo De Angelis. Deadline per l’invio dei materiali ai Municipi: il prossimo 29 luglio. In essa si rimarca, tra l’altro, «che l’attribuzione degli incarichi richiesti al personale Ata (i bidelli, ndr) rientra in quanto stabilito dal Protocollo d’Intesa del 2000, e ancora in corso di validità, tra il Miur e le rappresentanze delle Autonomie Locali». «La lettera del 20 giugno ritenuta dall’Anp un’imposizione - chiariscono dall’assessorato alla Scuola di Roma Capitale - è stata rimandata agli istituti il 19 luglio di concerto con l’Usr Lazio. Non è, dunque, un’imposizione, ma un’informativa inter-istituzionale».

Rusconi replica ancora inviando una nota al dg dell’Usr Lazio, elencando una serie di criticità, chiedendo di «rivedere le richieste poste alle scuole». «Il Protocollo del 2000 a cui ci si richiama è anacronistico», scrive il capo dei presidi di istituto di Roma e Lazio. Insistendo nell’evidenziare come «l’ente locale abbia ancora una volta imposto disposizioni ai ds e al personale della scuola», aggiungendo che «l’incontro chiesto all’assessore Baldassarre non ci è stato concesso». Il Tempo ha contattato più volte il direttore De Angelis senza, ad oggi, poter avere riscontri.

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