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Esplosione Rocca di Papa, ci sono tre indagati

Le accuse di disastro colposo e lesioni (gravi o gravissime)

Esplosione Rocca di Papa, ci sono tre indagati

Tre uomini sono indagati per l’esplosione avvenuta dopo una fuga di gas in Corso Costituente, nel piccolo centro di Rocca di Papa, vicino a Roma. Disastro colposo e lesioni (gravi o gravissime) colpose i reati ipotizzati dalla procura di Velletri nei confronti dei tre, che sono stati sentiti dagli investigatori poche ore dopo il grave incidente e ai quali sono stati sequestrati i telefoni cellulari.

Si tratta del geologo a cui il Comune aveva commissionato uno studio per la ricerca di presunte cavità naturali presenti sotto all’edificio che ospita tutti gli uffici dell’amministrazione cittadina. La ricerca aveva come obiettivo quello di valutare la sicurezza e la stabilità del palazzo che l’esplosione ha reso inagibile. Indagato anche il titolare della ditta privata incaricata di effettuare le perforazioni e il fratello di quest’ultimo, che era sul posto per eseguire i lavori quando è stata recisa la conduttura che ha causato la fuga di gas.

Gli inquirenti, coordinati dal procuratore capo di Velletri, Francesco Prete, hanno posto sotto sequestro giudiziario il palazzo comunale, la cui facciata è rimasta distrutta. Tra le persone rimaste ferite in modo grave c’è anche il primo cittadino di Rocca di Papa, Emanuele Crestini, ricoverato nel reparto Grandi ustionati dell’ospedale Sant’Eugenio di Roma con bruciature su mani, braccia e viso. Sono 16 i feriti, nessuno in pericolo di vita: tra di loro, tre bimbi che al momento dello scoppio erano nella scuola materna adiacente al municipio.

La piccola cittadina alle porte della Capitale cerca di tornare lentamente alla normalità dopo un lunedì di terrore: pesanti i danni, mentre resta chiusa la zona di Corso Costituente dove i vigili del fuoco lavorano senza sosta per verificare l’agibilità degli edifici fatti evacuare nei quali abitavano un centinaio di persone. La Croce rossa di Roma è sul posto per sostenere chi è rimasto senza casa con generi di prima necessità e supporto sanitario e psicologico. Sono stati issati dei gazebo dove trovano temporanea sistemazione gli impiegati comunali responsabili delle relazioni con i cittadini.

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