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Allarme scrutatori a Roma, seggi nel caos

Pd, FdI e Forza Italia accusano la sindaca Raggi

Allarme scrutatori a Roma, seggi nel caos

Alla vigilia delle elezioni europee, nel mirino ci finiscono gli scrutatori ai seggi. Ancora. E stavolta, nella Città Eterna, va in scena l’altra faccia della medaglia. Non solo il rischio paralisi dei trasporti con i 758 autisti Atac prestati all’attività, per l’appunto, di componenti dell'ufficio da[/TESTO-BASE] insediare presso ogni sezione. Ieri è stato anche un rincorrersi tutto il giorno di sms e catene su WhatsApp per cercare scrutatori fino all’ultimo respiro. E la politica, scatenatissima, ha trovato un modo ulteriore per farsi sentire, dandoci dentro sul tema pure nel giorno del (si fa per dire) silenzio pre-elettorale. «Mancano presidenti e scrutatori nella Capitale», la denuncia a gran voce - e all’unisono - di Forza Italia, Fratelli d’Italia e Pd. Come fosse la prima volta... Un «caos a 5 stelle», ha attaccato l'azzurro Francesco Giro, che potrebbe «creare disguidi se non addirittura imbrogli allo scrutinio». Incalzando la sindaca ad intervenire con solerzia: «Raggi datti da fare».

Una situazione che coinvolge tutti i Municipi della città, secondo quanto rilevato dal Pd romano, specialmente l'XI, «dove si registrano assenze addirittura in tutte le scuole», ha reso noto il capogruppo dem in Campiglio, Giulio Pelonzi, su un quadro stavolta lievitato. «È dalle ore 16 (di ieri, ndr), orario previsto per l’insediamento dei seggi, che ci giungono diverse segnalazioni da tutta Roma sulla mancanza di presidenti e scrutatori. Questo sta comportando disagi e rallentamenti per l’apertura dei lavori. Infatti, alcune sezioni non sono state ancora aperte», hanno aggiunto Rachele Mussolini, consigliere di Roma Capitale Lista Civica Meloni, e Federico Rocca, responsabile romano enti locali di FdI. Annunciando battaglia: «Sarà nostra cura chiedere nei prossimi giorni la convocazione della Commissione trasparenza e presentare un’interrogazione al sindaco Raggi». A rincarare la dose ci ha pensato il consigliere capitolino forzista Davide Bordoni, vergando una nota al vetriolo: «All’appuntamento con il voto in Europa l’amministrazione Raggi non poteva che farsi trovare impreparata come suo solito». «Non si dovrebbe certo ricordare – ha proseguito Bordoni - quanto sia doveroso non solo garantire il diritto al voto, ma assicurarne anche il corretto svolgimento nell’assoluta regolarità e tranquillità di tutte quelle che sono le procedure che lo precedono e lo tutelano». «Seggi non ancora completamente insediati, sezioni chiuse alle cinque di pomeriggio – ha altresì osservato - ed è partita la caccia allo scrutatore per trovarne qualcuno in sostituzione all’ultimo minuto. Questa è la poco rassicurante situazione del pomeriggio romano che precede il 26 maggio, dove quasi il 10 per cento dei seggi risulta scoperto». Poi l’affondo: «L’incuria della Raggi lascia troppe questioni al caso e questa volta mette a rischio parte delle elezioni europee, a cui proprio i grillini al governo tenevano tanto».

In parecchi casi la ricerca dei sostituti di turni è, in effetti, scattata via social, di fatto l’ultima frontiera sull’argomento. La situazione romana si è replicata a Torino. Dove, dopo il problema dei presidenti di seggio (hanno dato forfait più di 170 persone su 919 sezioni), alle 16 di ieri, numerosi scrutatori non si sono presentati probabilmente a causa del compenso ritenuto non sufficiente. Diversi i messaggi di richiesta sui vari profili Facebook - anche qui - che hanno fatto il giro dei contatti. Istanze urgenti per coprire i buchi a motivo delle troppe defezioni, molte più del consueto. Pure se, per dirla tutta, le rinunce non comunicate erano nell'aria, perché in Comune non erano state ritirare dalle 500 alle 600 deleghe per fare lo scrutatore. Certo, si sarebbero potuti presentare direttamente negli istituti comunicazione in mano. In moltissimi, invece, hanno, alla fine, preferito restare a casa.

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