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le carte dell'inchiesta

Ecco le intercettazioni sui 5 stelle

I big M5S al centro dell’intreccio tra politica e affari

Il nuovo stadio della Roma non si fa

Si sono risvegliati in un incubo. Dopo aver fatto della legalità e dell'onestà il proprio vessillo, la cifra che li differenziava dai tradizionali partiti incrostati al potere, i Cinque Stelle ieri, guardandosi allo specchio, hanno scoperto drammaticamente di non essere diversi da chi li ha preceduti. La Procura di Roma, grazie alle preziose indagini dei carabinieri del Nucleo investigativo di via In Selci, ha svelato un giro di malaffare che toccava pezzi centrali dell'amministrazione Raggi, candidati deputati e senatori in quota M5S, fino ad arrivare al diretto emissario della ditta Beppe Grillo-Casaleggio.

LANZALONE CIOE’ GRILLO

«È colui che ha risolto veramente il tema dello stadio di calcio della Roma, ormai siamo diventati amici. Si chiama Luca Lanzalone». In un impeto di euforia, il costruttore Luca Parnasi arriva a definirlo «Wolf», il signor «risolvo problemi» del film cult «PulpFiction» di QuentinTarantino. Si tratta, in effetti, dell'uomo mandato da Beppe Grillo in persona a risolvere il «nodo stadio», esautorando il sindaco Virginia Raggi, inizialmente contraria al progetto. «L'ho conosciuto in una riunione, in cui io ero praticamente spacciato perché avevano messo assessore all'Urbanistica Paolo Berdini, che era un pazzo totale, assoluto, matto...A un certo punto – spiega Parnasi in un'intercettazione del 5 marzo – la Raggi intuisce il fatto che poi alla fine se non avessi fatto lo stadio sarebbero stati problemi seri...per lei». Così da Genova arriva «Mr. Wolf Lanzalone». «È stato messo a Roma da Grillo per il problema dello stadio insieme al professore Fraccaro e Bonafede», conferma l'imprenditore intercettato nel suo studio vicino Porta Pia. Un ruolo strategico quello ricoperto a titolo gratuito dall'avvocato genovese, come spiega il gip Paola Tomaselli nell'ordinanza di arresto: «Interloquisce, in posizione assolutamente paritaria, con le figure apicali dell'amministrazione capitolina tanto da avere un significativo potere di orientarne le scelte, attraverso anche puntuali verifiche del contenuto delle delibere del Consiglio, e di indirizzarne le strategie operative».

DUE MINISTRI E MR.WOLF

E così che Lanzalone riesce a risolvere, a favore del costruttore, l'impasse sullo stadio. In cambio riceve da Parnasi molteplici utilità, tra cui l'affidamento (o la promessa di affidamento) di lucrosi incarichi in favore dello studio legale Lanzalone & Partners, per almeno 100 mila euro. O favori più banali, come la cancellazione da un articolo apparso su Dagospia del riferimento «malizioso» alla sua collaboratrice in Acea, Giada Giraldi, che ieri è stata sentita dal pm Barbara Zuin come persona informata sui fatti perché si era presentata all'incontro con la stampa in Procura spacciandosi per una giornalista del quotidiano online «L'Inchiesta».

FERRARA IL FUSTIGATORE

«Noi fatto lo stadio dobbiamo decidere cosa fare a Roma, no? Dobbiamo capitalizzare il super rapporto che c'abbiamo co' questo qua». Parnasi ha appena intascato il via libera per costruire il tempio del calcio giallorosso e già sta pensando a come mettere a frutto la vicinanza con il Movimento 5 Stelle, nello specifico con il suo «gancio» privilegiato: Paolo Ferrara, presidente del gruppo consiliare pentastellato in Campidoglio, uno dei massimi referenti dell'iter autorizzativo sul nuovo stadio della Roma. «Per acquisire i favori di Ferrara», Parnasi ha realizzato gratuitamente, su sua richiesta, un progetto di restyling del lungomare di Ostia. In cambio, secondo l'accusa, il consigliere comunale grillino avrebbe «mercificato» la sua funzione pubblica votando, il 14 giugno 2017, a favore della dichiarazione di pubblico interesse del progetto. È lo stesso collaboratore di Parnasi, Giulio Mangosi, a mettere in relazione le due cose, parlando di scambio: «Fare immediatamente questa cosa su Ostia, ma per incassare su Tor di Valle». «D'altro canto – spiega il gip – l'interesse personale e non pubblico del Ferrara nella vicenda appare evidente avuto riguardo alla circostanza che proprio il collegio di Ostia costituisce il suo bacino elettorale». «Bisogna capire la fattibilità...chiamiamola emulsionale – precisa Parnasi – In questo momento c'è la sindaca nuova, la mini sindaca di Ostia. Ostia perché è un posto infestato dagli Spada, quindi bisogna...anche gli stessi Spada sarebbero interessati a che a Ostia se ne parlasse bene così si calma la pressione su di loro e continuano a rubà». Per questo l'imprenditore sollecita il suo collaboratore a invitare a cena Ferrara, oppure a mettere in piedi altre operazioni che possano attrarne l'interesse: «...il nostro... invitiamo a cena Ferrara, sennò io farei due tre cose unpo' più emozionali»...

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