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Alloggi comunali, addio alla Romeo Spa

L’ultima proroga per la manutenzione delle case Erp scade il 21 ottobre La Corte dei conti indaga sul flop delle vendite e sulle caparre versate

Alloggi comunali, addio alla Romeo Spa

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Mentre la Corte dei Conti acquisisce dagli uffici capitolini tutta la documentazione relativa alla vendita degli alloggi Erp (edilizia residenziale pubblica), rimasta congelata per anni, il Comune di Roma sancisce la fine dell’era Romeo Gestioni annunciando cinque gare internazionali per la manutenzione del patrimonio immobiliare che sarà spacchettata per quadranti, così da rendere più celeri gli interventi. L’obiettivo è ridimensionare i costi: circa 11 milioni all’anno.

 

LA CORTE DEI CONTI

Nelle scorse settimane gli uffici comunali responsabili della dismissione del patrimonio Erp hanno consegnato alla Corte dei Conti la documentazione relativa alla procura a vendere affidata a Romeo Gestioni Spa nel 2013. «Da gennaio ad oggi gli uffici del dipartimento Patrimonio, che ha avocato a sé l’intera gestione per imprimere un’accelerazione al piano delle cessioni - spiegano dal Campidoglio - hanno lavorato 1.207 pratiche funzionali alla vendita, ma Romeo ne ha completate e rispedite solo 129». In sintesi il Comune per procedere con l’istruttoria dovrebbe poter contare su dati che però sarebbero «in possesso esclusivo di Romeo», dal dipartimento si dicono pronti a diffide ufficiali. Dalla Spa smentiscono: «Visti gli esiti fallimentari delle procedure di vendita, l’amministrazione a metà 2013 ci ha chiesto di occuparcene - spiegano da Romeo - ma solo per venti giorni, poi ci è stata ritirata la delega, se il piano è bloccato certo non è responsabilità nostra: abbiamo consegnato al Comune circa 400 pratiche che però ancora non sono state lavorate». In un caso o nell’altro, il Comune conta di mettere il turbo sulle vendite prospettando un incasso, per il 2014, di 50 milioni di euro, il doppio di quanto contabilizzato in via prudenziale nel bilancio di previsione.

 

FLOP VENDITE

Sul fatto che il piano vendite deliberato già nel 2007 dall’ex giunta Veltroni si sia rivelato un flop concordano tutti, soprattutto gli inquilini regolari assegnatari che dopo aver ricevuto e firmato una «proposta irrevocabile d’acquisto» da parte del Comune, e provveduto al versamento di 2mila euro a titolo di acconto, attendono i rogiti anche da tre anni. In un caso la signora che si era impegnata all’acquisto è deceduta. Stando ai dati del dipartimento Patrimonio, in quasi 7 anni, cioè dal 2007 ad oggi, risultano venduti appena 700 immobili sul 7.410 incluse nel primo lotto da alienare.

 

GUERRA DI NUMERI

Il discorso della vendita, essendo gli incassi destinati in parte anche alla manutenzione straordinaria degli alloggi, nella versione di Romeo Gestioni si lega così a quello della manutenzione ordinaria: «È evidente, logico - spiegano dalla Spa - che nel caso di immobili così datati se diminuisce la manutenzione straordinaria aumenta quella ordinaria che spesso risulta anche inefficace: da contratto noi siamo responsabili della piccola manutenzione riparativa, l’impianto idraulico, la lampadina, la leggera infiltrazione, è ovvio che se sul tetto non si interviene da 10 anni noi possiamo ‘tamponare’ il guasto ma continuerà a piovere dentro». Il Comune ha in mano molti numeri: «Il totale di interventi effettuati da Romeo sono diminuiti, 12.621 nel 2011 e 9.607 nel 2013, il tempo medio trascorso tra la segnalazione e la riparazione è aumentato, 16,5 giorni nel 2013 rispetto ai 6,3 del 2012, così come il costo medio di ogni riparazione, 262 euro nel 2011 e 373 nel 2013». Romeo ribatte anche su questi: «Degli 11 milioni circa che il Comune di Roma corrisponde, da contratto circa 4 milioni sono destinati al capitolo manutenzioni, divisi per le 30mila unità immobiliari di cui dobbiamo occuparci sono 130 euro circa ad appartamento all’anno, se si rompe una serratura tra materiali e manodopera sono già finiti». Su tempi e costi «lavoriamo basandoci su un contratto del 2005, in proroga da allora, qualsiasi gara oggi non potrebbe essere calcolata su quei prezzi ormai fuori mercato, abbiamo invece dimostrato che abbiamo portato al Comune un incremento degli incassi di 16 milioni all’anno, il tasso di morosità è sceso al 14%».

 

ADDIO APPALTONE

Il contratto con Romeo risale al 2005, durava 7 anni e da quella scadenza si va avanti a proroghe del servizio, che riguarda appunto la manutenzione ordinaria (4 milioni) ma anche l’aspetto gestionale come attività contabile e contenziosi amministrativi (6 milioni) e rimborsi, per esempio la spesa di inoltro bollette (1 milione). Il Comune con le cinque gare internazionali suddivise in quadranti che partiranno a breve (l’ultima proroga scade il 21 ottobre) conta di risparmiare sulle ultime due voci, appaltando per intero la somma destinata alle manutenzioni.

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