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Agricoltori: no al mostro a biogas

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Perchéprendono due soldi per tenere alto il nome di vini e produzioni di casa nostra. E ora gli rovineranno anche la "piazza". Come? Con l'impianto di compostaggio che sorgerà nelle adiacenze dell'ex discarica in contrada Lazzaria, a Velletri. In pieno verde coltivato a uve, pesche, kiwi e fiori. E gli agricoltori sono incavolati neri. «Distruggeranno una zona a vocazione agricola e il via vai di camion inquineranno un paradiso» sintetizzano i produttori di frutta e vini doc e dop. E contestano il sì bipartisan del consiglio comunale di Velletri all'impianto «per la gestione anaerobica con produzione di energia della frazione organica proveniente dalla raccolta differenziata dei rifiuti». Un semaforo verde acceso in accordo la scorsa settimana, e in prima seduta. I cui benefici sono stati illustrati dall'assessore Orlando Pocci. E hanno messo d'accordo gli schieramenti perché «creano economia, evitando nuove discariche e trattando i rifiuti in maniera moderna». Vaglielo a dire agli agricoltori. Loro raccolgono firme contro la realizzazione del capannone di 10 mila quadrati alto 12 metri, che hanno già ribattezzato il «mostro». Quel mostro a contrada Lazzaria, spiega Gianluca De Felice, che produce kiwi in una distesa di 130 ettari dove lavorano fino a 50 addetti «sarà costruito in una zona agricola e non è neanche sul piano regolatore». Ci faranno compost e biogas. «Ma il problema - continua De Felice - è che vanno a distruggere una zona ad alta vocazione agricola». Mazziati e cornuti? E sì. «Chi produce è già penalizzato da prezzi bassissimi e quasi ci rimette a portare avanti le aziende» spiegano. «Ci mancava il capannone di compost. Ma chi li compra più i prodotti a chilometro zero se ci distruggono l'ambiente?». Per realizzare la struttura andranno a fare una variazione al Piano regolatore. «Questa è una zona agricola, e non industriale - premette Fausto Felci, vivaista e responsabile de La Destra ai Castelli - Chi vuole fare 50 metri di casa non se la può fare. Però il Comune dà l'approvazione per costruire il capannone». Per Felci è un paradosso. Ma anche un'ingiustizia, dice. «Per fare una casa di 10 metri quadri devi avere 30 mila metri quadrati in zona agricola. Mentre qua è stata data l'autorizzazione per fare una struttura da 10 mila metri quadri alta 12 metri. Insomma, due metri e due misure. Dov'è l'equità?». Ma sono stati tutti d'accordo. «Velletri con il sindaco Fausto Servadio è un'amministrazine guidata dal centrosinistra. Ma - dicono - l'impianto di compostaggio ha avuto il lasciapassare dell'opposizione». L'impianto viene da lontano. «Quando fu fatta la proposta 10 anni fa - continua Felci - ero consigliere di An e non la votai». Sul territorio prettamente agricolo, si produce di tutto: uva da tavola e da vino, kiwi, fiori, pesche, fragole. Una bella zona verde. Il panorama è variegato. Si va da piccole aziende familiari dove lavorano 5 o 6 persone che producono per il fabbisogno e per i mercati romani in appezzamenti da 1 o 2 ettari ai 160 ettari di kiwi di Gianluca Felici. «Questa è ancora una zona integra - conclude Sandro Comandini, viticoltore - che continuino a distruggero i territorio già distrutti». Grazia Maria Coletti

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