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Lite Pdl-Pd su chi ha fatto partire l'indagine

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Potrebbetravolgere la politica. E anche nella guerra di dichiarazioni i consiglieri comunali ci vanno cauti. Per ora, si litiga su chi ha presentato il primo esposto in Procura e ha fatto partire l'indagine dei magistrati. Il presidente della commissione Ambiente, Andrea De Priamo, conferma la trasparenza dell'operato di Marco Visconti, assessore all'Ambiente: «Emerge come una figura ineccepibile, visto che l'indagine nasce da un esposto del dipartimento Ambiente». Poi De Priamo difende la validità dell'idea dei Punti Verdi Qualità e «il principio di sussidiarietà con l'intervento dei privati era buono, ma il meccanismo era pasticciato, vista l'esposizione creditizia dell'amministrazione con le banche. Mi pare che le indagini partano da questo». «La Commissione ha sempre lavorato all'unanimità su questo tema - afferma De Priamo -. Abbiamo fatto quello che potevamo fare, cioè dare delle regole di indirizzo, come ad esempio chiedere piena trasparenza su questi progetti». Ma nel Pd sono convinti che tutto non nasca dalle denunce dell'amministrazione, ma da un documento della sinistra. «Alemanno e i suoi collaboratori del Campidoglio si arrampicano sugli specchi - spiega il segretario romano del Pd Marco Miccoli - e dicono bugie. Non è vero che la denuncia che ha portato agli arresti per lo scandalo dei punti verdi sia stata fatta dal Dipartimento Ambiente del Comune di Roma: quella denuncia è arrivata successivamente, solo nel 2011. Gli arresti nascono invece da un esposto - spiega - presentato nel 2010 dal consigliere regionale del Pd Enzo Foschi e da denunce di imprenditori truffati dalle finte società che avrebbero dovuto realizzare i lavori. Alemanno non alzi il solito polverone e non faccia il solito scarica barile. Lo scandalo, l'ennesimo che lo travolge, è tutto della Giunta Alemanno. Questa è la verità: il resto sono solo bugie di un sindaco al tramonto e ormai abituato da anni a prendere in giro i romani». Rimette le cose in chiaro il consigliere Pdl, Ugo Cassone, spiegando che «32 dei 35 progetti affrontati dalla Giunta Comunale dal 99 al 2011, sono stati approvati dal centrosinistra. Inoltre, nel 2006 il Consiglio Comunale ha elevato al 95 % (dal 90% stabilito con Rutelli), la quota di garanzia del Comune sulle fideiussioni concesse ai privati. A fronte di questo, le polemiche della sinistra risultano sempre più improprie e denotano poco senso di responsabilità». Di sicuro su tutto questo dovrà fare piena luce la magistratura. «Quanto emerso - dice Ferdinando Aiuti del Pdl - è indicativo di come i lasciti di un certo passato politico abbiano avuto dei riflessi pesanti sull'amministrazione. È necessario che la magistratura faccia luce su quanto accaduto su questo progetto, e sulle dinamiche che intercorrevano tra i soggetti coinvolti. Ricordo, ad esempio, l'impegno per modificare il Punto verde, che era stato proposto per villa Massimo, che la commissione da me presieduta ha profuso per oltre un anno per bloccare un progetto che avrebbe alterato la villa a sfavore dei cittadini».

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