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Giro di vite sulla riforma Proroga scaduta

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Tra i nodi da sciogliere quelli sul patrimonio culturale

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L'ultimaproroga di 15 giorni richiesta, e concessa dal governo, è del 29 febbraio. Tempo scaduto e nodi ancora irrisolti. Anche se, a onor del vero, alcuni importanti passi in avanti si sono compiuti come la partecipazione di Roma Capitale al Cipe e diversi strumenti per facilitare i finanziamenti pubblici alle opere strategiche e infrastrutturali. Resta invece da definire la delicata materia della valorizzazione dei Beni culturali, così come il futuro di Eur spa, società partecipata che fa riferimento al ministero del Tesoro e che il Campidoglio vorrebbe per sé. Ancora, da chiarire un aspetto tutt'altro che secondario, messo in evidenza dal presidente dell'Aiccre, Donato Robilotta: ovvero i rapporti e le funzioni in relazione al nuovo ente speciale Roma Capitale, al nuovo ente di secondo livello che sarà la Provincia e tra questi e la Città metropolitana. Un aspetto tecnico certamente ma che può rivelarsi un vero boomerang politico con Roma Capitale rappresentata della futura "unione dei Comuni" al pari di amministrazioni molto più piccole. Ma se i nodi che riguardano l'accordo tra Stato-Capitale, considerata la volontà bipartisan di arrivare a compiere la riforma, verranno sciolti, e c'è chi dice anche brevemente, la vera partita si giocherà un minuto dopo la firma del consiglio dei ministri. Da quel momento infatti scatteranno i 90 giorni concessi alla Regione Lazio per il trasferimento di competenze. Di questo si parlerà anche oggi alla riunione convocata dal presidente della commissione speciale sul Federalismo fiscale e Roma Capitale della Regione, Marco Di Stefano, in cui è prevista l'audizione dei relatori del provvedimento in Parlamento, i deputati del Pd, Marco Causi (ex assessore al Bilancio della giunta Veltroni) e del Pdl, Maurizio Leo (ex assessore al Bilancio della giunta Alemanno). Un'audizione importante affinché anche la Pisana sia resa partecipe degli sviluppi di un decreto che poi sarà oggetto di analisi e dibattito proprio alla Regione. Anche perché, è bene ricordare, è stata introdotta una sorta di "clausola di salvaguardia" per la quale se la Regione non dovesse delegare le funzioni previste per Roma Capitale entro i termini previsti, il governo può sostituirsi ad essa. Motivi per accelerare la riforma ce ne sono. Eccome.

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