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Su Roma Capitale scintille Melilli-Polverini

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La governatrice: la Regione non è strabica

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Emeglio, non piace alla Provincia di Rieti. A due giorni dalla firma del protocollo che sancisce l'accordo tra Regione e Campidoglio per il trasferimento dei poteri, il presidente della Provincia di Rieti rivendica il proprio diritto ad avere voce in capitolo. «Questa Provincia rappresenta la complessità del nostro Paese anche nella difficoltà di costruire fecondi rapporti con le altre Regioni. Difficoltà accentuate dagli interessi preponderanti di Roma Capitale» tuona Fabio Melilli durante il suo intervento alle celebrazioni per i 150 anni dell'Unità d'Italia, a Rieti, a cui hanno partecipato anche i presidenti del Senato e della Regione Renato Schifani e Renata Polverini. «Non vorremmo che il discorso su Roma Capitale si snodi solo tra romani - aggiunge Melilli - perché Roma ha bisogno di noi, come noi di loro. In questo momento di difficoltà servono severità, comportamenti e impegno quotidiano. Tutti noi vogliamo razionalizzare il servizio pubblico ma non si può delegittimare una classe dirigente eletta dai cittadini - dice sull'abolizione delle Province - Le istituzioni vanno maneggiate con cura. Si torni a riflettere sui piccoli Comuni, dove politica è volontariato e sacrificio». Dura la replica della Polverini: «Melilli ha usato un'occasione istituzionale per fare una polemica politica e questo non è apprezzabile. Melilli sa che c'è il presidente della Regione che sta lavorando perché nell'ambito del federalismo, si guardi anche a Roma Capitale, a un processo di sburocratizzazione e semplificazione che coinvolga tutti i territori che per me hanno lo stesso valore. Questa Regione non guarda in maniera strabica solo a Roma». «Nessuna volontà di fare polemica. Ho fatto notare che un protocollo tra Regione, Comune e Provincia di Roma per delineare il percorso di conferimento di funzioni dalla Regione a Roma Capitale esclude di fatto i Comuni e le altre Province. Per evitare il rischio di una frattura insanabile il metodo migliore è il coinvolgimento di tutti i territori. Sono certo che la Polverini non consentirà che tutto si risolva col passaggio di poteri e risorse a Roma, restando la Regione da sola a gestire il debito della sanità».

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