«Non chiamateci sorveglianti siamo solo custodi»
C'eraanche lui, sia ieri che venerdì. Pretendeva il ricovero. E cosa avete fatto? «Venerdì siamo riusciti a riportarlo alla calma, l'abbiamo fatto ragionare. Ma oggi è stata tutta un'altra faccenda. Quello s'è presentato armato, con quel coltello c'è arrivato da casa. E l'aveva anche appuntito bene, non siamo riusciti a fare proprio niente, non ci ha dato retta, e c'era da aspettarselo, visto come sono andate le cose penso proprio che ci sia partito da casa con quell'intenzione». Quindi la vostra presenza in ospedale serve solo a riportare la calma? «Quando ci riesce sì, ma come dimostra quel che accaduto oggi, se l'aggressione minacciata diventa realtà non possiamo fare nulla». E la pistola a che vi serve? «A niente, non possiamo tirarla fuori, non possiamo neanche chiedere i documenti». Servite più quando non succede niente che di fronte a un pericolo? «Può sembrare un paradosso ma è così. Siamo dei custodi». In caso di pericolo cosa fate? «Richiediamo l'intervento delle forze dell'ordine, carabinieri e polizia, come è successo stavolta». Avete chiamato voi la polizia? «Sì, abbiamo telefonato agli agenti del commissariato di Monteverde, un'operazione del V distretto coordinato dal tenente Tomaselli». G. M. Col.
Dai blog
Fenomeno Anna, la rapper dei record cala un altro asso
La modernità di Ulisse nell'Odissea pop di Christopher Nolan
La rinascita della melodia nelle canzoni di Valerio Piccolo