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La frana prosciuga la città

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VincenzoBisbiglia Una frana di 350 metri per 70. È questa la causa della rottura delle condutture idriche in località Casale Ciccognale che, da due giorni, ha lasciato mezza Civitavecchia senza acqua. Gli operai del Comune sono al lavoro da lunedì scorso per aggiustare il guasto grave ed inaspettato. Prima emergenza all'ospedale San Paolo, dove l'assessorato alle Manutenzioni ha assicurato un rifornimento costante attraverso tre autobotti indipendenti, dalle 18 di ieri a disposizione di tutto il resto della città. «Il danno che aveva causato il primo disservizio idrico è stato riparato - ha spiegato l'assessore Mauro Campidonico - ma nel frattempo si è aperto un nuovo fronte di circa 300 metri a monte dalla rottura principale, che ha causato lo scoppio di un'altra parte della condotta». La frana ha causato il guasto delle condutture comunali e lasciato 20mila residenti senza acqua. «Lo smottamento è esteso - spiega l'assessore - ma nel pomeriggio di oggi le operazioni di riparazione si dovrebbero concludere». I disagi in città sono veramente tanti. Da lunedì San Liborio, San Gordiano, Campo dell'Oro, Boccelle, Casaletto Rosso e alcune zone di Borgata Aurelia sono a secco. A Civitavecchia i disservizi idrici sono all'ordine del giorno e nel tempo la maggior parte delle famiglie si è dotata di cassoni per le riserve. Soltanto che stavolta, con il passare delle ore, si sono svuotati anche quelli. «Da ore non abbiamo acqua - dice Michele, residente a San Liborio - Abbiamo dei cassoni molto capienti, abbiamo razionato le riserve ma non sono bastate». Carlo, residente ai Cappuccini, non ha nemmeno i serbatoi. «Abitiamo in un palazzo piccolo, non ci possono aiutare nemmeno le autobotti. Qui dovrebbero venire a portarci i secchi d'acqua». C'è poi chi decide di emigrare a casa dei parenti. «Mi lavo e mangio a casa di mia madre», racconta Emiliano, residente a Campo dell'Oro. Sconsolato Umberto che abita a San Liborio: «Una situazione da Terzo mondo».

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