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Zingaretti-Alemanno La coppia che rischia

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.La fibrillazione nazionale, come sempre, attraversa anche le stanze di Roma Capitale intrecciata nel destino, anche politico, alle sorti di Palazzo Chigi. Così se da una parte le voci di Alemanno candidato al fianco di Berlusconi tornano a circolare dentro e fuori il Palazzo Senatorio (regolarmente smentite dal primo cittadino), la partita più interessante è tutta all'interno del Pd. A suonare il fischio di inizio sono stati, all'unisono, i tre candidati alla segreteria romana, Marco Miccoli, Orlando Corsetti, Eugenio Patanè che, nel caso la situazione precipitasse anche in Campidoglio il candidato a sindaco della coalizione del centrosinistra non può non essere il presidente della Provincia, Nicola Zingaretti. Salvo poi correggere il tiro e indicare le primarie come strada maestra per la scelta del candidato. Che, non è affatto scontato, sia proprio il padrone di casa a Palazzo Valentini. A riportare, per dire, il treno sui binari è il senatore, ed esponente popolare del Pd, Lucio D'Ubaldo: «In queste condizioni politiche, con un congresso bulgaro, costruito per realizzare un partito scendiletto a tutela degli interessi futuri del presidente della Provincia di Roma, il nostro è un no secco e sonoro - afferma - Zingaretti può vincere un congresso manipolato, che regala il 90% agli ex dirigenti della Federazione dei giovani comunisti, ma perde la sua battaglia politica». Frena, eccome, il diretto interessato: «Si sta discutendo di aria fritta. Concentriamoci sul lavoro e sulle cose da fare che sono moltissime per fare opposizione e governare bene alla Provincia e negli 11 Municipi della città - dice Zingaretti - Il centrosinistra, quando sarà il momento, deciderà tra le tante personalità che hanno più chances per vincere le elezioni comunali. Le primarie rappresentano, a mio avviso, il modo migliore per selezionare il futuro candidato. Però tra due anni, ossia fra molto tempo». E nel 2013, o forse prima, il candidato del centrosinistra potrebbe anche avere volto e nome di Enrico Gasabarra.

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