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Viva le donne tutto l'anno Abbasso la festa dell'otto marzo

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L'8marzo arriva ogni anno, inesorabile, con il suo fardello di retorica e ipocrita (pelosa?) denuncia dei problemi delle donne discriminate e delle loro rivendicazioni. Fino a qualche decennio fa, festeggiare l'8 marzo era un imperativo categorico. Cortei di donne agguerrite e variopinte si snodavano per le strade delle città. C'erano tanti cori scanzonati e striscioni irriverenti indirizzati ai numerosi maschietti che con gli occhi abbassati e lo sguardo colpevole si assiepavano ai lati della sfilata. Un'atmosfera da sabba, un rituale liberatorio che con l'andare del tempo ha perso smalto, freschezza e pure senso logico. E così anno dopo anno, siamo scivolate dal «sebben che siamo donne, paura non abbiamo» al «donne, donne oltre le gambe c'è di più, donne donne un universo immenso e più», il grido di battaglia anni Novanta di Sabrina Salerno e Jo Squillo. Nel frattempo le piazze si sono svuotate e la festa dell'8 marzo, color giallo mimosa (che restano, sempre, i fiori delle donne!) si è trasferita nelle pizzerie, nei ristorantini e nei localini che per la sera fatidica organizzavano pure menu ed eventi «esclusivi». Le amiche uscivano a gruppi e comitive per ritrovarsi intorno a un tavolo a parlare, quasi sempre, male degli uomini. Un po' come le eroine di «Sex and the city» che però non festeggiano l'8 marzo. Naturalmente c'erano le varianti. E come, sempre più spesso, avviene alle feste di addio al nubilato immortalate su You Tube, accadeva (e accade ancora) che le allegre serate culminassero con il triste spogliarello di un culturista ambiguo depilato e oliato al centro di un consesso di Erinni scatenate. La festa dell'8 marzo s'è svilita così. Certo ci sono ancora i luoghi ufficiali, istituzionali e paludati dove si parla di emarginazioni, discriminazioni, violenze, abusi emergenze sanitarie e dove si passa in rassegna tutto il campionario degli orrori che le donne mezzo mondo sono ancora costrette a subire. Ma perché aspettare l'8 marzo per ricordarsi dei problemi dell'altra metà del cielo? Aboliamo l'8 marzo e parliamone tutto l'anno.

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