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Padroni di fare quello che vogliono

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ARoma un patrimonio immobiliare è in mano agli abusivi, sei edifici pubblici privati in media a municipi, edifici governati da rigide regole interne, impenetrabili ai controlli delle forze dell'ordine, dunque terra di nessuno. Non si sa chi ci abita, non si sa quanti siano esattamente perché un censimento come per i nomadi non è mai stato fatto. In mancanza di controlli sono i cittadini che li hanno come vicini di casa le sentinelle di una situazione che potrebbe «implodere», aveva dichiarato a Il Tempo il prefetto di Roma, Giuseppe Pecoraro. Ma ora i cittadini, ci indicano nuove realtà: le «succursali su strada» quando per immigrati e sbandati si chiudono i portoni degli edifici occupati, come è successo per i tunnel-dormitorio sotto Porta Pia, accanto all'ex sede Inpdap occupata tre anni fa. Li hanno sgomberati venerdì e il giorno dopo hanno provato a riprenderseli. E poi ci sono le illegalità compiute negli edifici "oscurati". Si vedono solo quando le vittime trovano il coraggio di denunciarle. Come per il presunto stupro alla Magliana. È il quadro in cui sarebbe maturata l'ultima illegalità all'ex scuola «8 Marzo», un quadro definito «allarmante» ha dichiarato Fabrizio Santori, presidente della commissione Sicurezza del Comune di Roma «che desta enorme preoccupazione». Per Santori «è incomprensibile come si possa verificare che, in un paese di diritto, stabili oggetto di attenzione da parte della Procura della Repubblica di Roma, come la ex Scuola 8 marzo in zona Magliana, siano ancora sotto il controllo di gruppi organizzati che hanno fatto delle occupazioni abusive un mestiere di vita, calpestando ogni regola e le autorità preposte al rispetto della legge - prosegue - Gli ultimi fatti, stupri, botte e insulti nei confronti di una donna, così minacciata solo per poter continuare a soggiornare nell'ex istituto scolastico, se confermati dalle autorità, avrebbero dell'incredibile». «Non è più accettabile che accadano altri episodi simili, considerati già gli arresti eseguiti in precedenza, e non si può attendere che accada il peggio per poter ottenere un intervento» conclude Santori, per cui «l'ex 8 marzo, a prescindere dai tavoli di concertazione aperti in Prefettura, deve avere un trattamento particolare e determinato. Ne va della dignità delle istituzioni».G. M. Col.

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