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Cinese strangolata, caccia ai coinquilini fuggiti al Nord

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L'uomodi cui si era parlato in un primo momento è il proprietario dell'appartamento dato in affitto alle tre, al primo piano della palazzina al civico 32 di via Rovetti, anche lui cinese e anche lui sparito misteriosamente. Gli investigatori della Squadra mobile del dirigente Vittorio Rizzi sarebbero vicini alla cattura. Decisive le tracce dei telefoni: alle 2,30 circa della notte a dare l'allarme al 118 è stata la chiamata di una donna con chiaro accento straniero. Il Nord era la zona dove fino a pochi mesi fa le tre lavoravano. Jiang Yang era originaria della provincia sudorientale dello Zhejiang, la stessa da cui proviene la maggior parte dei cinesi residenti a Roma e nel resto d'Italia. Lavorava nella zona tra Rimini e Riccione. Poi a cavallo tra ottobre e novembre, forse con le sue amiche, aveva deciso di trasferirsi nella capitale. E si era stabilita a Tor Pignattara, a due passi da via Casilina, fetta della città dove si trovano molti locali cinesi e bengalesi. Forse in Cina la vittima aveva lasciato un figlio: il medico legale ha riscontrato i segni del parto. Sul corpo sono rimasti pure quelli dell'arma del delitto. Dall'estensione delle ecchimosi sul collo si pensa che l'assassino abbia usato una cintura di cuoio. Nell'appartamento gli investigatori non avrebbero trovato altri elementi utili. Il cellulare della vittima era sparito. A terra sono stati trovati i vetri di un cristallo della finestra, forse rotto dopo una collutazione con il killer. Ma nessuna traccia di sangue. Fab. Dic.

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