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Aeroporto ostaggio di troppe proteste

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Sabato28 novembre: sciopero di quattro ore (dalle 12 alle 16) dei dipendenti Flightcare Italia. Venerdì 27 novembre: assemblea per tutta la giornata della stessa società che fornisce servizi di assistenza a terra che riguardano bagagli, merci, posta e operazioni in pista. Lunedì 16 novembre: sciopero del personale di terra Alitalia con ripercussioni fino al mercoledì. Sono solo gli ultimi tre episodi di protesta che si sono registrati all'aeroporto Leonardo da Vinci di Fiumicino, causando la cancellazione (nell'arco di dieci giorni) di circa un centinaio di voli, lo slittamento di altrettanti viaggi in partenza e arrivo, ritardi di ore nella consegna dei bagagli con conseguenti denunce, code interminabili dei passeggeri in attesa di essere imbarcati. Per un motivo o per un altro, nello scalo romano il disagio sta diventando sempre più frequente. Non passa mese, senza che il viaggiatore debba augurarsi di riuscire a partire. O riuscire a mettere il piede fuori dallo scalo con la valigia. Aeroporti di Roma non può far altro che scusarsi con la propria clientela, per i disagi causati dalle società che fanno parte del sistema aeroportuale. Mentre di fronte all'ennesimo problema per i passeggeri (l'assemblea dei dipendenti Flightcare di venerdì scorso), all'Ente Nazionale per l'Aviazione Civile è toccato intervenire con il pugno duro, chiedendo la precettazione dei lavoratori. Senza contare la sollecitazione (l'ennesima) da parte del presidente dell'Enac Vito Riggio nei confronti della commissione di Garanzia per gli scioperi nel servizio pubblico «ad adottare le iniziative idonee a limitare i disagi ai passeggeri del trasporto aereo». Nell'arco dell'ultimo anno, saranno state almeno venti le manifestazioni di protesta che hanno riguardato le aziende del sistema aeroportuale. Le cause dei sit-in: gli esuberi, i criteri di assunzione, i cassintegrati, gli stipendi. In pole position, i dipendenti Alitalia. Con il passaggio da vecchia a nuova gestione, le proteste dei lavoratori della compagnia di bandiera italiana non si sono minimamente attenuate. Anzi. Il primo sciopero dell'era Cai è avvenuto il 19 gennaio scorso (a pochi giorni dal decollo del primo volo della nuova Alitalia) con centinaia di dipendenti contro i migliaia di esuberi tra cassintegrati e precari. Appena un mese dopo (il 12 febbraio) gli stessi avrebbero bloccato la Roma-Fiumicino. A giocare un ruolo determinante nella buona riuscita della giornata del viaggiatore, anche i tassisti. Ultimo episodio di protesta, quello di venerdì scorso. In «autogestione» per tutta la mattina, i lavoratori hanno indossato fratini fluorescenti con la scritta «servizio taxi», manifestando il proprio dissenso contro la «mancata applicazione delle norme contro l'abusivismo, l'inefficienza della direzione aeroportuale, delle istituzioni locali e del Governo che non mantengono gli impegni ma tentano di isolare un'intera categoria». Giu. Bia.OREDROB:#[email protected]%@

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