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Stadio: il Ministero frena il Campidoglio

Il progetto del nuovo stadio della Roma

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Ancora scontro sul nuovo stadio della Roma. Il progetto è appena stato presentato che la bufera, invece di placarsi, diventa un tornado. Il ministero dei Beni culturali frena l'entusiasmo mostrato due giorni fa dal sindaco Gianni Alemanno, il governatore Piero Marrazzo e la presidentessa Rosella Sensi. La presa di posizione del ministro Bondi è un secco stop. Con un comunicato ufficiale fa sapere di essere «stupito» per la diffusione del progetto del nuovo stadio dell'As Roma che ad oggi «è ancora sconosciuto al Ministero, autorità preposta alla tutela del paesaggio». Poche ore prima Alemanno aveva messo le mani avanti: «È inaccettabile che si alzi questo e quell'esponente politico per dire pregiudizialmente di no. Ricordo che questa è un'idea nel mio programma elettorale». Il rapporto è teso. E anche l'incontro organizzato nel pomeriggio in via del Collegio Romano tra Comune e Ministero non è servito a stemperare la tensione. Nonostante entrambe le parti lo abbiano definito «costruttivo», le divergenze sono emerse chiaramente. Il sottosegretario Francesco Giro con sottile ironia ha rincarato la dose: «Ho dovuto constatare che questi progetti non sono noti neppure al Comune e alla Regione e ciò dimostra che l'iter amministrativo ancora non può partire. Inoltre va tenuto presente che l'area è paesaggisticamente rilevante». La zona prescelta, infatti, è un terreno sul lato destro dell'Aurelia appena fuori dal Raccordo in via La Monachina. Secondo il piano regolatore generale il terreno è agricolo ma con un accordo di programma si può cambiarne la destinazione d'uso. Per il Prg l'area non ha vincoli che impediscano la costruzione. Ma il Ministero, una volta che avrà valutato il progetto, potrà sempre decidere di inserire nuove limitazioni. In questo senso va letta l'affermazione di Giro: l'«area è paseggisticamente rilevante». Scettico il presidente della Provincia Nicola Zingaretti: «C'è stato un modo di procedere che rischia di creare ritardi, confusione e molte chiacchiere». Ad abbassare i toni dello scontro c'ha pensato l'assessore capitolino all'Urbanistica Marco Corsini: «Nessuno vuole scavalcare il ruolo del ministro. La Roma ha solo presentato un progetto. Se ci sono vincoli insuperabili lo stadio non si farà». Certezze, quindi, al momento non ce ne sono. La partita è appena iniziata. E si giocherà tutta nei Palazzi romani.

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