Leggi il settimanale
Cerca
Edicola digitale
+

A Dublino la presidenza Ue, bilancio e Ucraina tra le sfide

Ansa
  • a
  • a
  • a

BRUXELLES - Il 21/o pacchetto di sanzioni contro la Russia come calcio di inizio, l'accordo tra i 27 sul bilancio europeo 2028-34 come agognato fischio finale: è tra questi due estremi che si svilupperà la presidenza di turno irlandese dell'Ue, che si aprirà mercoledì al Castello di Dublino. Sono tredici anni che l'Irlanda non ricopre il ruolo di presidente di turno, ma sembra passata un'era geologica. Soprattutto, rispetto a qualche tempo fa, l'Europa si trova a dover affrontare costantemente il dilemma dell'imprevedibilità.

La presidenza affidata alla "terra dei Santi e degli studiosi" non farà eccezione: la navigazione dell'Ue, da qui alla fine di dicembre, potrebbe essere subire degli stravolgimenti, a cominciare dal fronte ucraino. Forse anche per questo il governo, come slogan, ha scelto il motto gaelico (riconosciuto nel 2022 dall'Ue come lingua di lavoro) "Ní neart go cur le chéile", traducibile con "la forza nell'unità" o con un più prosaico "l'unione fa la forza". È uno dei proverbi più famosi in Irlanda, terra segnata dalla storica divisione tra l'Eire e l'Irlanda del Nord, divenuta per certi versi ancor più complessa dopo la Brexit. Ed è seguendo il binario dell'unità che la presidenza punta a tre priorità, innanzitutto: la competitività, la sicurezza, i valori europei. Sul piano della sicurezza, Dublino parte da una posizione sensibilmente diversa da quella della media dei 27: l'Irlanda è neutrale ed è uno dei 4 Paesi Ue che non è membro della Nato. Ma la sua posizione di partenza non impedirà certo di mantenere fermo il sostegno a Kiev.

Dal punto di vista dei contenuti il bilancio pluriennale Qfp e l'Ucraina saranno infatti i due temi "trasversali" alle priorità indicate per il semestre.   Sul primo punto la sfida si prospetta davvero in salita. Lo schema negoziale presentato da Cipro non ha trovato il consenso necessario dei 27, all'Irlanda toccherà presentare un nuovo, cosiddetto "negobox" in autunno. Le distanze tra i frugali e i Paesi che spingono per un debito comune europeo restano forti, la rivoluzione dello schema dei fondi per la Coesione proposta da Palazzo Berlaymont continua a seminare malumori. Con un'appendice da non sottovalutare: la Coesione e la Pac sono tradizionalmente considerate una massima priorità per Dublino, a prescindere dal colore del suo governo. Quella irlandese sarà anche la presidenza chiamata ad affrontare due temi ad alto rischio scontro, legati alla competitività: la riforma dell'Ets e l'Industrial Accelerator Act. Temi sui quali, pur nella posizione di "intermediario imparziale" la presidenza irlandese non vorrà certo prescindere da alcuni pilastri green che hanno caratterizzato le politiche Ue, finendo sotto attacco di diversi Paesi membri negli ultimi anni.

Dai blog