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Ue, il Consiglio europeo: "Disarmare Hamas e aiuti umanitari per Gaza"

Foto:  Ansa 

Angela Bruni
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Accesso immediato agli aiuti umanitari nella Striscia di Gaza, primo confronto politico sul prossimo bilancio pluriennale dell'Unione e rinvio a ottobre della discussione strategica sulla migrazione. Sono questi i principali elementi emersi dalla seconda giornata del Consiglio europeo di Bruxelles, che ha completato il lavoro avviato ieri dai leader Ue su Ucraina e difesa. Sul fronte ucraino, il Consiglio europeo ha ribadito il sostegno politico, economico e militare a Kiev e accolto con favore l'apertura del cluster negoziale sulle questioni fondamentali nel percorso di adesione all'Ue . I leader hanno inoltre espresso sostegno all'apertura degli altri gruppi di capitoli, nel rispetto dell'approccio meritocratico. Nelle conclusioni i Ventisette affermano che "il percorso verso la pace in Ucraina non può essere deciso senza l'Ucraina", chiedono alla Russia di accettare un cessate il fuoco immediato e sollecitano una rapida adozione del ventunesimo pacchetto di sanzioni contro Mosca. Sul Medio Oriente, il Consiglio europeo esprime "profonda preoccupazione" per il deterioramento della situazione a Gaza e in Cisgiordania e invita Israele a consentire un accesso immediato agli aiuti umanitari. I leader chiedono inoltre la riapertura dei valichi di frontiera, il ripristino del corridoio medico tra la Striscia e la Cisgiordania e la possibilità per le organizzazioni umanitarie e le agenzie delle Nazioni Unite di operare in modo indipendente.

I Ventisette ribadiscono il sostegno alla soluzione dei due Stati e respingono l'annuncio israeliano di voler controllare il 70% del territorio di Gaza. Chiedono inoltre il disarmo permanente di Hamas, il ritiro completo delle forze israeliane dalla Striscia e il dispiegamento di una forza internazionale temporanea di stabilizzazione. Nel capitolo dedicato all'Iran, il Consiglio europeo accoglie con favore il memorandum d'intesa raggiunto con gli Stati Uniti, definendolo un'opportunità per la stabilità regionale e per il ripristino della libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz. I leader riaffermano inoltre che all'Iran non dovrà mai essere consentito di acquisire l'arma nucleare e invitano Teheran a riprendere la piena cooperazione con l'Agenzia internazionale per l'energia atomica. Per quanto riguarda il prossimo Quadro finanziario pluriennale, i capi di Stato e di governo hanno svolto un primo scambio di opinioni sullo schema negoziale predisposto dalla presidenza cipriota e hanno affidato alla futura presidenza irlandese il compito di proseguire i lavori in vista del Consiglio europeo di ottobre. L'obiettivo dichiarato è raggiungere un accordo entro la fine del 2026, così da consentire l'adozione degli atti legislativi nel 2027 e garantire continuità ai finanziamenti europei dal gennaio 2028.

Sul fronte economico, i leader hanno ribadito l'urgenza di accelerare il completamento del mercato unico, ridurre gli oneri amministrativi per le imprese, ridurre i prezzi dell'energia e rafforzare la competitività europea in un contesto internazionale sempre più complesso. Tra gli altri punti affrontati dal Consiglio europeo figura anche la lotta al traffico di droga. I leader hanno chiesto un approccio coordinato a livello locale, nazionale ed europeo, sottolineando la necessità di rafforzare la cooperazione con i Paesi terzi e la sicurezza dei porti europei. Il Consiglio prende inoltre atto dell'intenzione della Commissione di presentare un nuovo regime di sanzioni contro i gruppi della criminalità organizzata transnazionale.

Più limitate le conclusioni sulla migrazione. I Ventisette si sono limitati a fare il punto sull'attuazione delle decisioni già adottate e hanno invitato Commissione e Stati membri a proseguire il lavoro sui partenariati con i Paesi terzi e sulla dimensione esterna della politica migratoria. Una discussione strategica sul dossier è stata rinviata al Consiglio europeo di ottobre.

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