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Medici e migranti, sul caso Ravenna una sinistra in tilt attacca le toghe
Paladini della giustizia e delle toghe, ma quando fa comodo a loro. La sinistra a corrente alternata, accesa quando il tornaconto elettorale è evidente, spenta quando vengono evidenziate anomalie contrarie al loro mondo di riferimento, riesce a regalare l’ennesima perla. La rive gauche della politica italiana ha ieri confermato di essere completamente appiattita sulle folli teorie no borders. E così, è diventato funzionale difendere, aprioristicamente, i sanitari coinvolti nell’inchiesta di Ravenna e ribadire come non esista alcuna intenzione di Elly Schlein e soci di limitare gli sbarchi di immigrati africani. L’intervista, tra poche luci e molte ombre, di uno dei clinici emiliani, ha scatenato l’universo progressista. "Io non ho visto quei certificati. Un certificato medico è stato fatto e la visita medica è vera, non è un falso. Il punto è se ci sono state delle mancanze nella presa in carico clinica, ma da questo a dire che si trattasse di un falso ideologico". Parola e musica di Nicola Cocco, medico indagato per associazione per delinquere nell’inchiesta della Procura di Ravenna sui presunti certificati falsi per evitare il trasferimento di migranti nei Cpr. "La grande ipocrisia è pensare che la valutazione del medico si ferma al corpo del paziente. Il medico deve tutelare le persone, in particolare quelle considerate vulnerabili, da contesti che possono metterne a rischio la salute, la vita e la dignità che mi sembra una definizione perfetta del Cpr". Ma è nell’ultima frase che viene sintetizzato il Cocco-pensiero: "Io non firmerei il certificato di idoneità, o meglio, certificherei che nessuno è idoneo al Cpr. Io a priori non vorrei mio figlio, mia moglie o una persona cara in quel posto e siccome io vedo in una persona migrante un essere umano io non lo voglio in quel posto. Questo configura un reato o configurala possibilità di esprimere un’opinione di cui possiamo discutere anche a livello culturale e deontologico?". Insomma, un concetto che lascia poco o nulla all’immaginazione. E che rivendica, anzi, quello che da subito era apparso evidente: una scelta, verosimilmente, figlia della volontà di attuare una sorta di disubbidienza civile.
È su questo canovaccio che il mondo politico sinistro si è compattato. "Ventitré medici perquisiti all’alba, telefoni e computer sequestrati, per aver fatto il proprio dovere: certificare, in scienza e coscienza, che alcune persone non erano idonee a essere rinchiuse in un Cpr. È un fatto gravissimo, che dovrebbe far riflettere chiunque abbia a cuore lo Stato di diritto". Ricapitoliamo: per il segretario del Pd Toscana e deputato Emiliano Fossi non è gravissimo che dei medici possano aver falsificato dei certificati. No, il problema, secondo il nipotino di Carlo Marx, è aver osato indagare su questi cerusici. "Esprimo piena solidarietà ai medici coinvolti - aggiunge - Il vero scandalo non sono loro, ma le condizioni dei Cpr: strutture che l’esperienza di questi anni ci ha mostrato essere luoghi di degrado, violenza e sofferenza, dove si moltiplicano gli atti di autolesionismo". Se possibile Paolo Trande, consigliere regionale in Emilia Romagna di Avs e Donatella Albini, responsabile nazionale salute di Sinistra Italiana, vanno oltre. La storia dei medici indagati "va letta dentro la più generale battaglia interna alla destra generata dalla comparsa del movimento di Vannacci. Stanno impazzendo, ogni giorno devono trovare un modo per mostrare che la destra vera sono loro, che anche loro perseguono gli obiettivi della destra vannacciana, che i post-fascisti e i leghisti di rito salviniano sono ferocemente contro l'immigrazione e che non c’è ragione di votare Vannacci. I frutti avvelenati della lotta a destra si abbattono sullo stato di diritto, che diviene sempre più di polizia, contro ogni dissenso o deviazione dalle richieste dei capi e sui principi etico-umanitari veri capisaldi di quella cosa che chiamiamo Occidente".
A destra vi sono visioni antitetiche dell’intera vicenda. "Certificherei che nessuno è idoneo al Cpr. Parole gravissime quelle pronunciate Settembre La data in cui è scattata l’operazione delle forze dell’ordine che hanno perquisiti i medici coinvolti nel caso dei falsi certificati dal medico indagato nell’inchiesta della Procura di Ravenna. La Lega è pronta a presentare denuncia". Così si legge in una nota del partito. Di parere pressoché identico anche Pietro Vignali, capogruppo di Forza Italia nell’Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna. "È grave e incomprensibile che il Pd di Bologna scelga di partecipare a una manifestazione promossa da realtà che arrivano a insinuare che un’indagine della magistratura sarebbe funzionale alle politiche migratorie del governo". Il partito guidato da Elly Schlein ha infatti deciso di partecipare al presidio a sostegno dei medici indagati. "Affermazioni che rappresentano un attacco molto serio alla credibilità della magistratura e al principio della separazione dei poteri".