discorso a fenix
Fenix, Meloni show alla festa di FdI: “Via burqa e hijab dalle aule”. Stretta sugli stranieri a scuola
«Io stavo lavorando per essere qui all'altezza del compito e quindi vi beccate Meloni». Giorgia Meloni sale sul palco di Fenix, la festa di Gioventù nazionale, al Laghetto dell'Eur, e ringrazia i giovani militanti di Gioventù nazionale, Azione universitaria e Azione studentesca. «Grazie a Fabio (Roscani) del quale ho ascoltato l'intervento straordinario e commovente, grazie a tutti i militanti di Gioventù nazionale, di Azione universitaria, di Azione studentesca, a ogni singolo ragazzo che ha animato che questa edizione straordinaria di Fenix. Una partecipazione straordinaria, con dibattiti coraggiosi, come coraggioso è chi è fiero di quello che sta facendo. Sono immensamente fiera di voi. Siete uno spettacolo che infiamma il cuore e siete una delle ragioni per cui vale la pena persevare e fare politica».
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Nel suo intervento la presidente del Consiglio affronta quindi il tema della scuola e del merito, attaccando quello che definisce il "buonismo" che per decenni avrebbe impedito di dire agli studenti quando sbagliano. «Per decenni per colpa di un certo buonismo, la scuola italiana ha avuto paura di dire la verità, la scuola italiana ha avuto paura di dire la verità. Vietato dire hai sbagliato, vietato dire questo non va bene, via discorrendo. Hanno tentato di convincerci che fosse questo il modo più giusto di educare. Quella non è educazione, e non è rispetto, è una menzogna. Una menzogna che quel ragazzo paga anni dopo. Il conto salato non lo ha pagato chi aveva gli strumenti economici per trovare altrove quello che la scuola italiana non poteva garantire quando non lo garantivano ripetizioni di qualità, i corsi di eccellenza, le vacanze studio all'estero. No, il conto lo ha pagato chi per crescere, per affermarsi, poteva contare solo sulla scuola pubblica. E' stato questo il più grande fallimento del '68, di una rivoluzione che nasceva per tutti e ha finito per produrre l'esatto contrario: dare a tutti lo stesso voto non significa dare a tutti la stessa opportunità. Se tu pretendi di dare a tutti la sufficienza, mortifichi il merito e nascondi le lacune e danneggi tanto chi ha bisogno di stimoli, quanto chi ha bisogno di soffrire. Il primo dovere della scuola è quello di valutare il ragazzo, insegnarti che il giudizio esiste, gli errori servono per crescere e che l'educazione e il rispetto si fondano sulle regole e non sulla loro negazione». Meloni annuncia poi un prossimo provvedimento destinato alla scuola e all'integrazione degli studenti stranieri: «Sta per arrivare in Cdm un provvedimento che introduce per legge il numero massimo di studenti stranieri per classe, e introduce l'obbligo per i genitori di studenti stranieri con problemi gravi di inserimento scolastico di imparare l'italiano, e introduce il divieto di burqa e hijab a scuola».
Dal palco di Fenix la presidente del Consiglio risponde anche ad alcuni presidenti di Regione del centrosinistra, contestando le accuse sui costi delle campagne elettorali. «Che è falso» quello che dicono «che i soldi della campagna elettorale li pagano le regioni. Ma loro sono abituati a fare politica così. Avete la faccia di parlare di chi paga le campagne elettorali dopo lo schifo del Superbonus? Dopo che avete accumulato 200 miliardi di debiti che avete scaricato su questi ragazzi e sul governo successivo, perché Giuseppe Conte andasse in giro a fare campagna elettorale a dire di ristrutturare casa gratuitamente, ma non vi vergognate. Ci vuole coraggio. La campagna elettorale dei Cinque stelle è costata a ciascuno italiano 3500 euro, anche a chi una cosa non ce l'aveva, chi era appena nato». Poi la battuta sul bollo auto: «Manco quando abbiamo tolto il bollo della macchina a 14 milioni di veicoli gli è andata bene» alle opposizioni. «Una volta che pensavamo di andare insieme a cantare 'Bollo ciao'. Loro lo vogliono pagare perché l'abbiamo fatto noi. Gli faremo il pronto corrente dedicato per i nostalgici del bollo auto, così lo possono pagare». La festa si chiude con Meloni circondata dai ragazzi sul palco, mentre canta con loro l'inno di Mameli. Al termine, un lungo applauso, l'abbraccio con i militanti e il coro "Giorgia, Giorgia!", seguito dai selfie.