Meloni 2027-2032: “Non ho mai mollato e mai lo farò. L'Italia ha smesso di rassegnarsi”
Giorgia Meloni a Bari celebra il governo più longevo della storia repubblicana (1.413 giorni). Ma non è solo l'occasione per elencare le cose fatte, è anche il momento che di fatto sancisce con buon anticipo l'apertura della campagna elettorale, con uno sguardo alle cose ancora da fare, disegnando il percorso della prossima legislatura. "Non ho mai mollato e mai mollerò", tuona dal palco allestito al porto del capoluogo pugliese. La piazza è gremita, la premier arriva sulle note di "Ma il cielo è sempre più blu" di Rino Gaetano. Dopo pochi minuti è costretta a frenare gli applausi, perché "l'intervento è lungo, qua facciamo le nove". Chiarisce subito che non è lì per far festa. Certo, ricorda i cambiamenti apportati al Paese dall'ottobre 2022 a oggi, ma ammette: "So benissimo che su alcune materie la discontinuità che gli italiani chiedevano ancora non si vede come dovrebbe e su altre le risposte non arrivano velocemente o forse non bastano. Non pensate mai che a noi manchi la volontà politica o il coraggio. Per carità, sbagliamo come tutti, ma quello che stiamo cercando di fare non è facile: scardinare incrostazioni di potere vecchie di decenni, convincere una Nazione rassegnata che vale la pena tornare a crederci. Non è facile, richiede tempo, pazienza e una montagna di coraggio". Confessa che "ci sono stati giorni in cui mi è sembrato di nuotare dentro la colla, però non ho mollato e non intendo farlo adesso. Alla nostra classe dirigente voglio dire: dobbiamo fare di più e meglio". E indica una delle cose da fare: "Gli stipendi in Italia sono ancora troppo bassi, ragione per cui intendiamo perseverare. Non molleremo su questo. Noi vogliamo essere il governo di chi lavora e si impegna, quello dei fannulloni e dei privilegiati lo lasciamo volentieri ad altri". Riferimento implicito al Movimento 5 Stelle e ai governi di Giuseppe Conte che avevano come provvedimento bandiera il reddito di cittadinanza.
I leader internazionali celebrano il governo di Meloni: “Un traguardo storico”
Dopo aver ringraziato i vicepremier e leader di Forza Italia e Lega, Antonio Tajani e Matteo Salvini, sottolinea la differenza tra il centrodestra e il centrosinistra: "Noi siamo alleati per qualcosa, non contro qualcuno. Chi si allea per costruire delle idee dopo 1.413 giorni ha ancora una lista di cose da fare. Eccola la differenza". Un'altra differenza, rivendica il presidente del Consiglio, è la posizione dell'Italia sullo scenario internazionale. Un aspetto strettamente legato alla stabilità del governo, la "più grande riforma" di tutte. Perché, racconta Meloni strappando un sorriso a tutta la piazza, prima "eravamo quelli che cambiavano governo di continuo, ai tavoli internazionali gli interlocutori dicevano: 'E mo' questo quanto dura?'. Chi viene trattato così non può trattare, non può far valere il proprio interesse". Il cambio di passo in Europa per la leader di Fratelli d'Italia si vede anche dalla rivoluzione nel campo del contrasto all'immigrazione clandestina: "Prima ci chiamavano estremisti, ora ci copiano tutti". E sempre in tema di differenze con l'avversario, prende in prestito le parole del presidente del Pd Stefano Bonaccini, per il quale chi vota a destra "non ha studiato". "A loro gli operai fanno orrore, perché hanno studiato poco, vivono in periferia e fanno lavori umili", mentre a destra ci sono "solo bifolchi e semianalfabeti. E questa sarebbe la sinistra? È solo caviale e Ztl".
Identità, stabilità e pragmatismo: tre chiavi del successo del governo
C'è anche spazio per un breve momento di vita quotidiana, quando Meloni risponde per un attimo al telefono: "Scusate, era mia figlia, ha chiamato tre volte". Infine, l'inquilina di Palazzo Chigi promette: "Non intendo arrendermi e non intendo accontentarmi". E si propone, anche per gli anni a venire, di "combattere, scommettere e rilanciare". Perché quando tra qualche decennio qualcuno racconterà questi anni, "a me non interessa che si dica che siamo stati il governo che è durato di più. Io voglio che si dica che c'è stato un momento in cui questa Nazione ha smesso di rassegnarsi. Intendiamo andare avanti, le pagine più belle devono ancora essere scritte".
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