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Scuola e record del governo Meloni: Valditara rivendica i traguardi raggiunti

Foto: Ansa

Gianni Di Capua
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Il ministro dell'Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara rivendica i risultati raggiunti dal governo nel settore della scuola in occasione del traguardo dei 1.413 giorni dell'esecutivo Meloni. "Oggi 4 settembre il nostro governo ha raggiunto un traguardo storico. È il governo più longevo nella storia della Repubblica. Abbiamo impiegato bene il nostro tempo. La scuola costituzionale che mette al centro la persona e lo studente ha necessità di ridare autorevolezza a chi lavora per il futuro dei nostri giovani. Dunque abbiamo deciso di valorizzare coloro che lavorano per la scuola italiana. Abbiamo sottoscritto tre contratti. Non era mai successo prima, con aumenti medi di 412 euro al mese per i docenti, di 304 euro al mese per il personale ATA. Abbiamo realizzato una politica di welfare, con la sottoscrizione di un'assicurazione sanitaria gratuita per oltre 1.200.000 lavoratori. Abbiamo assunto oltre 206.000, tra docenti e personale ATA precari. Abbiamo varato norme per garantire la sicurezza sul posto di lavoro, dando l'assicurazione contro gli infortuni a tutti i lavoratori della scuola. Abbiamo approvato norme severe per sanzionare chi aggredisce il personale scolastico e abbiamo incentivato la formazione del personale docente". Valditara sottolinea quindi i risultati sul fronte della dispersione scolastica e delle competenze: "Un traguardo importante, per la prima volta tutti i docenti in cattedra dall'inizio dell'anno scolastico. Abbiamo lavorato per aumentare le competenze dei nostri giovani e riportare tutti a scuola. Nel 2022 gli abbandoni scolastici erano l'11,5%, nel 2026 sono stati appena i 7,3%. In questi anni abbiamo riportato a scuola 520.000 giovani. Nel 2022 le competenze non raggiunte in italiano, matematica e inglese al termine percorso scolastico riguardavano il 9,7% dei giovani. Nel 2026 appena il 6,3%".

 

 

Il ministro ricorda poi gli interventi realizzati: "Tutto questo è stato ottenuto grazie ad Agenda Sud, Agenda Nord, con investimenti abbondantemente superiori al miliardo di euro. Tutto questo è stato ottenuto anche grazie all'italiano per stranieri. Abbiamo infatti specializzato e assunto 1.000 docenti per insegnare la nostra lingua agli stranieri di primo arrivo. Abbiamo investito 400.000.000€ per mandare ogni anno 150.000 ragazzi a studiare all'estero. Abbiamo inoltre varato nuovi programmi scolastici che prevedono un potenziamento della grammatica e della sintassi, le poesie a memoria, i riassunti, la calligrafia, il corsivo, il latino alle medie. Abbiamo ridato valore alla geografia per conoscere l'Italia e il mondo in cui si vive. Abbiamo ridato centralità alla storia dell'Occidente. E inoltre è stata avviata la rivoluzione della matematica, partire dalla osservazione della realtà per arrivare a capire la teoria, perché anche chi non ha "il bernoccolo della matematica" possa avvicinarsi e comprendere le materie scientifiche". Valditara passa quindi alla riforma dell'esame di Stato e dell'istruzione tecnica: "Abbiamo riformato l'esame di Stato. Oggi si chiama Esame di Maturità perché abbiamo voluto dare valore e importanza a quel grado di responsabilità, consapevolezza e autonomia raggiunti dallo studente. L'intelligenza artificiale è entrata nelle scuole e servirà a potenziare lo studio delle materie scientifiche. Inoltre abbiamo voluto dare prospettive occupazionali in tempi più rapidi e certi ai nostri giovani con la riforma dell'istruzione tecnica e professionale, il cosiddetto 4+2".

 

 

Sul fronte della didattica, il ministro aggiunge: "Abbiamo varato una nuova didattica perché nessuno rimanga indietro e nel contempo per dare più opportunità a chi è già avanti. E così abbiamo introdotto il docente tutor con la personalizzazione della formazione, ben 35.000 docenti sono stati formati per aiutare i nostri giovani a valorizzare i propri talenti. Abbiamo ridato valore al principio di responsabilità, di rispetto verso l'autorità, di senso del dovere, riformando le norme sulla condotta, ridando centralità e importanza al comportamento e introducendo l'obbligo di attività di cittadinanza solidale. Prima la sospensione significava stare a casa a non fare nulla". Valditara rivendica inoltre il ruolo attribuito alle famiglie: "Abbiamo deciso di valorizzare, in ossequio a quanto prevede la nostra Costituzione, il ruolo dei genitori e della famiglia. Ben 56.000 docenti di sostegno precari quest'anno sono stati scelti dalle famiglie per garantire la continuità didattica ai ragazzi con disabilità. Abbiamo introdotto il Buono Scuola, abbiamo realizzato il consenso informato per far sì che siano i genitori a decidere sull'insegnamento delle teorie di genere. Per l'asilo e per le elementari lasciamo in pace i nostri bambini". Il ministro cita poi le nuove linee guida sull'educazione civica e gli interventi sulla sicurezza: "Abbiamo introdotto per la prima volta nelle nostre scuole con le nuove linee guida sull'educazione civica come obiettivi obbligatori di apprendimento l'educazione al rispetto, al contrasto della violenza di genere, a relazioni corrette e all'empatia. Prima non si insegnavano obbligatoriamente e poi ancora ci siamo preoccupati della salute, del benessere, della sicurezza dei nostri giovani. Da qui le norme sul divieto del cellulare a scuola, l'educazione alimentare, l'educazione stradale, il supporto psicologico di investimenti nell'edilizia per scuole più sicure. Ben oltre 10.000 istituti scolastici sono in ristrutturazione. Abbiamo anche investito somme notevoli sull'edilizia, non soltanto fondi PNRR ma anche fondi nazionali. Abbiamo investito un miliardo per la costruzione di nuove palestre, per valorizzare lo sport perché riteniamo che lo sport sia fondamentale per i nostri ragazzi e le nostre ragazze. Abbiamo reintrodotto i Giochi della Gioventù e poi ancora, l'attenzione alla legalità. Per la prima volta abbiamo varato norme che consentano di sradicare la malapianta dei diplomifici". Infine, Valditara guarda ai prossimi anni: "Il 4 settembre è una tappa, non un punto di arrivo. Continueremo a lavorare per dare un futuro degno ai nostri giovani, consapevoli che dalla scuola cresce l'Italia".

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