Ranucci, Gasparri: «Cosa c'entra col carbon credit? E chi doveva rassicurare? La Rai chiarisca»
«La cena tra Valterino e Sigfrido per rassicurare gli imprenditori sul carbon credit. La riporta “Il Fatto Quotidiano” e non quei giornali ritenuti “nemici”. Quanto raccontato da Leo Amato è qualcosa che va oltre le ormai note vongole». A ribadirlo è Maurizio Gasparri, senatore e componente della commissione di Vigilanza Rai.
Perché ritiene tale vicenda “gravissima”?
«Parliamo di chi cerca di rassicurare due imprenditori, sfruttando la credibilità dell’amico, rispetto a un investimento che non ha nulla a che vedere con il giornalismo d’inchiesta. Tutto ciò, comunque, non mi stupisce affatto, considerando che parliamo di chi avrebbe sostenuto che sarebbe potuto andare a cena con Totò Riina. La cosa singolare, in questa storia, però, è un’altra».
Quale?
«Perché Ranucci sarebbe servito a “rassicurare” sull’affare. È opportuno chiedersi perché un conduttore televisivo dovrebbe fare da garante in qualcosa che non ha nulla a che vedere con i fini del suo format. In tal senso, il quotidiano diretto da Travaglio, comunque, è chiarificatore».
A cosa si riferisce?
«Nell’articolo del Fatto si parla dell’ “amico-fonte del giornalista che gli chiede una mano per l’affare della vita”. Più evidente di così... Per cercare di coinvolgere altri personaggi, perché lo scopo primario dell’articolo era denigrare il solito Dell’Utri, pur essendo estraneo a tutto ciò, si è finiti per far luce, ancora una volta, sugli strani appuntamenti a tavola del noto anchorman e del suo ristoratore preferito».
Presenterete un’interrogazione a riguardo?
«Lo segnalerò semplicemente alla Rai. Non stiamo parlando di un segreto di Stato. L’azienda, quando sarà il momento degli audit, dovrà spiegare perché ha preso determinati provvedimenti. Uno spostamento non è un sacrilegio o un licenziamento, ma è sacrosanto “motivare”. È in gioco la credibilità della tv di Stato».
Qualcuno, intanto, sostiene che una certa sinistra stia scaricando Ranucci?
«Non credo che sia stato scaricato qualcuno. Ritengo semplicemente che sia scappato di mano qualcosa. Il Fatto nasce ed esiste per stare dalla parte sbagliata. Questo, almeno, è il Gasparri pensiero. Detto ciò, quanto è emerso è gravissimo: uno che fa le inchieste contro il mondo non può e non deve acconsentire che il suo nome sia legato al carbon credit. Il sottoscritto, però, ci aveva visto lungo».
In che senso?
«Sono stato io a inventare, il 7 novembre del 2023, “Tele-Lavitola”. Tutti ricordano quando portai in commissione carota e cognac, parlando appunto di agenda per abbattere l’avversario o agevolare qualcuno».
La priorità di Sigfrido, intanto, è prendersela con quella collaboratrice che gli è succeduta alla guida di Report. Perché tanto accanimento?
«Presutti è destinata a essere molestata dai giornalisti di sinistra. Basti pensare al precedente ricordato da Il Tempo. Seppure parliamo di qualcosa di archiviato, tutti non dimenticano quella notte in taxi con Trocchia e compagna. A parte questo, ritengo tutto questo accanimento inutile. Non siamo di fronte a una giornalista di destra che sostituisce uno di sinistra. Una foto, pubblicata pure stavolta dal Fatto, che la ritrae sul palco durante una delle tante arringhe di Ranucci, vale più di mille parole».
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