Ue, l'Europa si allarga a Est e sfida Putin: il piano per blindare i Balcani, porte aperte al Montenegro
Accelerare sull'allargamento, senza snaturarne la natura di processo basato sul merito. È questo il messaggio che emerge dal vertice Ue-Balcani occidentali che si è tenuto a Tivat, Montenegro. All'appuntamento era attesa anche Giorgia Meloni, che però ha disertato all'ultimo. La ragione, secondo fonti di governo, è da ricercare in un ritardo alla cerimonia del 212° Annuale di Fondazione dell'Arma dei carabinieri a Reggio Calabria, alla quale partecipava dal mattino. Della sua assenza ha informato "personalmente" il presidente montenegrino Milatovic e il presidente del Consiglio europeo Costa esprimendo il "proprio rammarico". Resta però il dubbio che il forfait possa essere legato all'attivismo dimostrato dall'asse Macron-Starmer-Merz sul dossier Ucraina. I tre leader infatti dovrebbero vedere Zelensky nel fine settimana per discutere un percorso per coinvolgere la Russia in negoziati per porre fine alla guerra. Da Mosca, al momento però, non arrivano buone notizie, con Putin che dice di "non vedere ancora alcun motivo" per incontrare il presidente ucraino.
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Sull'allargamento, Costa fa sapere che "stiamo valutando nuove idee per snellire e accelerare il processo, per accrescere la fiducia nell'Unione europea e la motivazione dei partner dei Balcani occidentali". Si tratta di un processo "basato sul merito ma questo non vuol dire che debba essere lento", gli fa eco la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, ricordando che "significa più sicurezza, prosperità e un posto più grande per l'Europa nel mondo". Dello stesso avviso il cancelliere tedesco Friedrich Merz, la cui idea era stata anticipata in un non paper congiunto Berlino-Parigi pubblicato alla vigilia della riunione. "Avvieremo ora un processo che consenta gradualmente l'avvicinamento degli Stati dei Balcani occidentali all'Unione europea" dice, spiegando che il percorso prevederà una partecipazione progressiva alle istituzioni europee. L'obiettivo finale resta "la piena adesione". Tra i primi passi concreti l'accesso al sistema di pagamenti Sepa, la partecipazione a Erasmus e al roaming europeo, senza attendere la piena membership.
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Per quanto riguarda l'Ucraina, "abbiamo un nostro processo di allargamento e questo è il processo che stiamo tutti seguendo", rimarca von der Leyen. Tra i 6 Paesi dei Balcani occidentali protagonisti della riunione, il Montenegro è quello più avanzato nel processo di ingresso nell'Unione. Con i suoi 623.000 abitanti, si è prefissato l'ambizioso obiettivo di diventare il 28° membro dell'Ue entro il 2028. Obiettivo che von der Leyen definisce "alla portata", mentre il presidente Milatovic parla di "forte messaggio" sulla credibilità e l'attrattiva del progetto europeo. Albania, Bosnia-Erzegovina, Serbia, Kosovo e Macedonia del Nord si trovano tutti in diverse fasi del processo di adesione e l'Ue ha recentemente cercato di incoraggiare le riforme nei Paesi candidati, temendo la crescente influenza di Russia e Cina.
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