Ilaria Salis, Fratelli d'Italia la incalza dopo il ko di Orban: “Rinunci all'immunità e si faccia processare”
Ora che Viktor Orbán è uscito di scena, cosa farà Ilaria Salis, l'europarlamentare di Avs sfuggita grazie all'immunità parlamentare a un processo in Ungheria definito "politico" da molti osservatori, con l'accusa di pestaggio ai danni di attivisti di estrema destra nel corso di una manifestazione a Budapest? Nel giorno della vittoria di Peter Magyar, un tempo vicino a Orbán e ora suo rivale, a chiederselo in Italia è Fratelli d'Italia, che nel proprio account ufficiale chiede: "Salis, non vorremmo disturbare i tuoi festeggiamenti. Ma se il problema era davvero Orbán e non la tua condotta, potresti anche rinunciare all'immunità parlamentare e farti processare".
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Questa mattina Ilaria Salis era ospite, in presenza, alla trasmissione L'Aria che Tira, su La7, e una domanda analoga gliel'ha posta anche il conduttore David Parenzo: secondo Salis però "un cambio di governo non significa immediatamente che vengano ripristinate in Ungheria delle istituzioni democratiche. Per fare questo serve una maggioranza assoluta ma serve anche un lavoro, costanza e volontà politica, perché Orbán quando ha avuto lui la maggioranza in Parlamento ha disarticolato l'architettura democratica del Paese".
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A caldo, Salis aveva commentato sui social la sconfitta elettorale di Orbán con un "a mai più rivederci" giudicando il risultato "non una vittoria della sinistra, ma almeno una pesantissima sconfitta dell'estrema destra globale e - speriamo - la fine del regime. L'Ungheria e l'Europa saranno posti migliori senza Orbán. Spiace per Meloni e Salvini". Poco dopo l'europarlamentare e attivista aveva rivolto "Un pensiero solidale per Maja T.," altra attivista tedesca, "ancora in prigione a Budapest. Auspico che, con il cambio di governo in Ungheria, la vendetta contro gli antifascisti possa avere fine, restituendo piena centralità allo stato di diritto e al rispetto delle garanzie democratiche e processuali, nonché ai diritti fondamentali di tutti i detenuti. Noi continueremo a lottare per questo".
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