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Salvini tranquillizza imprese e famiglie: "Non sarà razionato il carburante"

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Edoardo Sirignano
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Matteo Salvini esclude un piano per il razionamento del carburante. Se qualcuno parla di misure simili a quelle del lockdown per contenere l’inflazione, dovuta al conflitto in Iran, commette un errore. A ribadirlo il vicepremier che, intervenendo alla Stampa Estera sul tema del caro energia, chiarisce come stavolta non ci saranno limitazioni, né si ipotizza di chiudere scuole, uffici, fabbriche e negozi. Tale ipotesi, per il leader della Lega, allo stato, «non deve essere presa neanche in considerazione». Detto ciò, le istituzioni non possono non entrare nella consapevolezza che i prezzi e i costi per le famiglie rischino di diventare «insostenibili». 

ùEcco perché l’appello dell’esecutivo di Piazza Colonna, in questo particolare frangente, è uno soltanto: chiedere all’Europa di superare quel patto di stabilità che, come la peggiore «camicia di forza», non consente a chi governa di aiutare chi è in difficoltà. «Costringerci a non farlo – sottolinea – sarebbe veramente meschino». È chiaro, quindi, che occorra superare le regole esistenti. Il vincolo continentale, a suo dire, non può essere derogato soltanto per l’acquisto di armi, ma piuttosto per aiutare chi è in difficoltà a pagare la bolletta o peggio a riempire il carrello della spesa. Per il ministro dei Trasporti agire in tal senso sarebbe «il minimo di buonsenso». 

Il numero uno del Carroccio, intanto, utilizza il momento di confronto con i giornalisti pure per fare un punto su quanto accade nei diversi fronti caldi del pianeta. Alla domanda sui Paesi che vogliono entrare nell’Ue, il titolare del dicastero che si occupa di Infrastrutture evidenzia come non possano essere messi sullo stesso piano Serbia, Albania e Bosnia e Ucraina. Allo stesso modo, però, risponde a chi immagina che, sin da subito, il centrodestra possa stipulare accordi con Putin: «Gas dalla Russia? Spero possa essere una prospettiva ad armi deposte. Parlare di business con una guerra in corso è complicato». L’auspicio, comunque, è che si arrivi presto a dialogare con quel Cremlino, ora ritenuto ostile. «Così come sono stati firmati diversi memorandum per le infrastrutture con Kiev – sottolinea Salvini - spero si possa tornare a interloquire, a conflitto finito, di partnership su trasporti ed energia con Mosca». La speranza, infatti, è che nell’Europa dell’Est si arrivi presto a una convergenza per far cessare le ostilità. «Abbiamo sempre votato come maggioranza di governo – conclude - tutti gli aiuti. Se per quattro anni fai la stessa cosa e non ottiene grandi risultati, forse devi cambiare prospettiva».
 

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