Leggi il settimanale
Cerca
Edicola digitale
+

D'Alema, Speranza e Bersani: guarda chi c'è a Spin Time, regno degli okkupanti abusivi

Foto: Ansa

Dario Martini
  • a
  • a
  • a

Non hanno perso tempo. Il giorno dopo la sentenza con cui il Viminale è stato condannato a risarcire con 21,5 milioni di euro la società proprietaria dell’immobile occupato dallo Spin Time, i tre pasdaran della sinistra che fu si sono presentati tranquillamente proprio sul palco di quel centro sociale. Pier Luigi Bersani, Massimo D’Alema e Roberto Speranza. Accolti come eroi dagli okkupanti abusivi di via Santa Croce in Gerusalemme. Il messaggio è chiaro: noi ce ne infischiamo se è una occupazione abusiva. Anzi, proprio per quello, la sosteniamo. L’occasione è l’assemblea nazionale dell’associazione "Compagno è il mondo", legata ad Articolo 1, la vecchia formazione degli ex Ds scappati da Renzi nel 2017 e riaccolti a braccia aperte da Schlein nel Pd tre anni fa. A fare da trait d’union con gli attivisti del centro sociale romano è Arturo Scotto, presidente proprio di "Compagno è il mondo" che qualche mese fa veleggiava verso Gaza a bordo della Flotilla.

 

 

Bersani è il primo a intervenire dal palco. A scanso di equivoci, mette subito le cose in chiaro: «Finché non sgomberate CasaPound, non permettetevi di venirmi a disturbare dove vado io. È veramente incredibile paragonare situazioni che non c’entrano nulla». L’ex segretario del Pd, ammette che «ci sono delle complicazioni, ma anche qui a Roma si sono sperimentate delle soluzioni. Con la buona volontà di tutti, mettendosi di buzzo buono e con un po’ di fantasia credo si possa trovare una soluzione». Applicare la legge, sgomberando, pare un’eresia. A proposito di CasaPound, era stato il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, negli scorsi mesi, a spiegare che l’immobile occupato dal movimento di estrema destra non avrebbe avuto trattamenti di favore, ponendolo sullo stesso piano dello Spin Time e delle occupazioni della Capitale. Alla «fantasia» di Bersani, risponde la senatrice di FdI Ester Mieli: «Fantastico, Bersani. Peccato che la fantasia la pagheranno i romani. La sinistra ha coperto e alimentato l’illegalità per anni, guardando dall’altra parte mentre i debiti si accumulavano. Il risultato? 21 milioni di euro che non usciranno dalle tasche di Bersani, ma da quelle dei cittadini. E mentre lui fa il duro, si dimentica di spiegare chi pagherà il conto di questa tolleranza, ovvero i contribuenti. Con la sinistra, l’illegalità è sempre a carico di qualcun altro». Sulla stessa linea il presidente di Confedilizia, Giorgio Spaziani Testa, il quale fa ironicamente i «complimenti» a Bersani: «Quello è un immobile sottratto con la violenza ai proprietari oltre 12 anni fa e all’interno del quale si svolge ogni tipo di attività senza alcun controllo, né amministrativo, né fiscale, né di sicurezza. E, dopo la sentenza di venerdì, con decine di milioni di euro a carico dei contribuenti per risarcire i proprietari a causa del lassismo di certa politica».

 

 

Non è un mistero che la sinistra abbia sempre avuto un occhio di riguardo per chi occupa questo palazzone, di proprietà della società InVestire Sgr Spa. Ci sono passati un po’ tutti, da Nicola Fratoianni a Ilaria Cucchi, da Francesca Albanese a Roberto Gualtieri. Nel 2021 il centrosinistra tenne qui addirittura un confronto per le primarie a sindaco. Ieri Bersani ne ha approfittato per fare anche un piccolo comizio per il No al referendum sulla giustizia: «È un referendum più che politico - tuona dal palco -. È costituzionale. Le destre stanno lavorando contro la divisione dei poteri. Lo fanno con accenti diversi ma con la stessa linea, che è quella di Trump, che non accetta la decisione della Corte suprema sui dazi. Lo vediamo con Milei in Argentina e con Orban. Noi andiamo verso Orban, a piccoli passi o a grandi passi. Prima con il referendum sulla giustizia, poi con il premierato, dopo con l’autonomia differenziata, ed è lì che arriviamo». Dopo di lui è la volta di D’Alema e Speranza, chiamati a partecipare al dibattito per un «ordine mondiale fondato sul multilateralismo e sulla coesistenza pacifica al tempo di Trump e delle destre sovraniste». Ma tutto ciò non deve stupire. Gli appoggi istituzionali allo Spin Time sono ben radicati. Ulteriore dimostrazione la fornisce il consigliere capitolino di FdI Federico Rocca, il quale fa notare come «il Campidoglio ospiti nella sua rivista ufficiale, Romarivista, Edoardo Bucci, fondatore di Scomodo, la cui redazione opera proprio all’interno dello stabile occupato dallo Spin Time». Una copertura politica che Bersani, D’Alema e Speranza anche ieri hanno voluto ribadire.

 

Dai blog