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Lega, intervista a Candiani: “A La7 attacchi al governo senza alcun contraddittorio. Valutiamo l'esposto all'Agcom”

Foto: Ansa

Marco Zonetti
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Gli spettatori che al momento attuale si sintonizzano sui programmi di La7, canale di proprietà di Urbano Cairo quasi interamente a base di talk show di sedicente approfondimento politico, si saranno accorti di come, per la maggior parte, essi promuovano il No al referendum sulla giustizia previsto per marzo. A sollevare la questione è stato il direttore del Tempo Daniele Capezzone, che si è domandato se vi sia il margine per un esposto e un conseguente intervento dell’Agcom, organismo che vigila, fra le altre prerogative, sul rispetto del pluralismo nelle trasmissioni televisive, anche in periodi di assenza di campagne elettorali. Dopo aver interpellato il senatore Maurizio Gasparri di Forza Italia e il senatore Raffaele Speranzon di Fratelli d’Italia, entrambi d’accordo circa la possibilità di segnalare la violazione delle regole sulla par condicio, abbiamo chiesto un parere in merito all’onorevole Stefano Candiani, deputato della Lega, già Sottosegretario di Stato al Ministero dell'Interno, e attuale capogruppo della XIV Commissione Politiche dell'Unione europea e della Giunta delle elezioni, vicepresidente della VI Commissione finanze e membro della Commissione di Vigilanza Rai.

 

 

Onorevole, cosa ne pensa della linea editoriale di La7?
«Ho smesso da tempo di seguire quel canale ma le rare volte in cui m’imbatto nei suoi talk show serali assisto a continui attacchi contro il Governo e la Lega senza contraddittorio, spesso con un atteggiamento di scherno e denigratorio nei confronti del centrodestra e dei suoi esponenti. Il tutto nella più totale assenza di pluralismo».

In effetti da quelle parti sono piuttosto agguerriti contro il suo segretario Matteo Salvini, come nel caso della recente ospitata del vicepremier a Otto e mezzo...
«Guardi, non mi riferisco soltanto al trattamento riservato a Matteo Salvini o ad altri esponenti di governo da Lilli Gruber quando accettano di partecipare a tali spazi televisivi. Spesso avviene che perfino un ospite come Massimo Cacciari, non esattamente di destra, se non esprime la stessa opinione dei conduttori e degli ospiti di sinistra, viene zittito per evitare opinioni “non conformi” al mood della trasmissione che dev’essere a tutti i costi, anche contro il buonsenso, ostile verso Lega e maggioranza di governo. Il fatto è che, in questi talk show il confronto e lo scambio di opinioni non sono contemplati men che meno favoriti. Conduttori e opinionisti di riferimento sono degli autentici sepolcri imbiancati, con un approccio farisaico al giornalismo e al cosiddetto approfondimento».

 

 

Esiste dunque un margine per un esposto all’Agcom?
«Senz’altro il margine esiste poiché pluralismo ed equidistanza nelle trasmissioni televisive devono essere garantiti, a prescindere dai periodi di campagna elettorale. Mi consulterò in merito con il capogruppo Lega in Vigilanza Rai, il senatore Giorgio Maria Bergesio. Ciò detto reputo che la strada dell’esposto e le sue eventuali conseguenze siano l’extrema ratio, in quanto ritengo che la punizione più giusta alla fine arriverà dalla perdita di pubblico, con relativo calo di ascolti. La faziosità di certi conduttori e di certi programmi è così manifesta che i cittadini possono solo essere indotti a cambiare canale».

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