Referendum giustizia, la promessa di Gasparri: "Io sto con Gratteri e Di Matteo"
«Io sul referendum della giustizia sto con Gratteri che diceva che ci voleva il sorteggio e Di Matteo che denunciava una sorta di tendenza paramafiosa nel Csm».
Così Maurizio Gasparri, capogruppo di Forza Italia al Senato, ha spiegato il motivo per cui voterà Sì al referendum del 22 e 23 marzo.
Senatore, di recente avete varato un altro decreto sicurezza, ma c’è davvero un problema sicurezza in Italia?
«Ci sono state manifestazioni a Bologna, Milano e a Torino in cui gli estremisti dei centri sociali hanno messo a ferro e fuoco le città, ma nonostante questo i pochi arrestati sono stati subito scarcerati. Noi, insieme alle forze dell’ordine, non ci arrendiamo alla violenza e diciamo alla magistratura ’vergogna’ per le decisioni che hanno preso. Anche per questo bisogna votare Sì al referendum sulla giustizia, per stare dalla parte di chi difende e non dalla parte di chi si arrende».
A proposito di referendum recentemente se l’è presa con Gratteri reo di essersi messo troppo in mostra.
«No, ma io sto con Gratteri che ha detto che bisogna fare il sorteggio del Csm, perché sosteneva che c’erano gruppi di potere che forse qualche volta hanno penalizzato pure lui, che è un uomo fuori dalle correnti. Non solo...».
Cos’altro?
«Sto anche con Di Matteo, quel magistrato che diceva che c’era una sorta di tendenza para mafiosa del Consiglio superiore di magistratura. Quindi voto Sì al refendum sulla giustizia perché toglie un pezzo di potere alla politica. Con questa riforma noi politici non avremo più potere perché anche i membri laici del Csm verranno sorteggiati».
Però mentre quello dei magistrati è un sorteggio puro, cioè verranno sorteggiati dalla platea di tutti i magistrati, i membri laici verranno sorteggiati da una lista stilata dalla politica.
«È molto logico perché tutti i magistrati hanno i requisiti per far parte del Csm. Noi non possiamo sorteggiare i membri laici fra tutti i cittadini. Devono avere determinati requisiti. Un tot numero di anni di avvocatura, devono essere docenti di diritto o avvocati cassazionisti. Quindi bisognerà fare una lista molto vasta per sorteggiare fra coloro che hanno tutti i requisiti richiesti».
Cambiamo argomento. Fra i Paesi che hanno chiesto all’Onu di togliere l’incarico a Francesca Albanese c’è anche l’Italia. Qual è il problema con la relatrice speciale?
«A nostro avviso svolge una propaganda sostanzialmente antisemita, denigra lo Stato di Israele e gli ebrei. Non è nelle condizioni di svolgere un incarico così delicato; anzi è una vergogna che sia stata nominata. Se vuole dire le cose che dice si dimetta e le dica da attivista, non da inviata Onu».
Senta invece le è piaciuta la mossa di Vannacci di farsi un partito tutto suo?
«Tutti possono fare un partito. Ne ho visti fondare a migliaia, quelli che contano però alla fine sono tre o quattro».
Ma c’è un posto per lui in coalizione?
«Ci sono dei paletti molto chiari per stare nella coalizione del centrodestra. Intanto bisogna vedere se il consenso esiste, perché se dovessimo far entrare tutti quelli che fondano un partito...»
Ma quindi il discrimine è il consenso?
«No, per capire se esiste o meno. E comunque, secondo i sondaggi, il centrodestra è avanti al centrosinistra indipendentemente da Vannacci».
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