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Bce, Lagarde verso dimissioni anticipate? Ipotesi legata alle mosse di Macron

Foto: Lapresse

Gianni Di Capua
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Le possibili dimissioni anticipate di Christine Lagarde dalla guida della Bce sarebbero legate alla volontà del presidente francese, Emmanuel Macron, di negoziarne il successore con la Germania prima delle elezioni dell'aprile 2027, che potrebbero consegnare l'Eliseo ai nazionalisti del Rassemblement National. L'indiscrezione notturna del Financial Times, ottenuta da un'unica fonte e poi smentita da un portavoce dell'Eurotower, viene in queste ore corroborata dalla stampa transalpina che ricorda come, inoltre, tale manovra consentirebbe a Lagarde di correre come candidato dell'establishment alle presidenziali contro Marine Le Pen o, se la leader del RN resterà incandidabile per peculato di fondi europei, il suo delfino Jordan Bardella.

 

 

L'iniziativa di Macron, secondo il Financial Times, avrebbe il pieno sostegno del cancelliere tedesco Friedrich Merz, che eviterebbe così di trattare con un esponente del Rassemblement, ovvero un euroscettico, il prossimo accordo politico sull'assegnazione delle principali cariche europee. Lagarde, allora direttrice del Fondo Monetario Internazionale, fu infatti proposta come presidente della Banca Centrale Europea, ruolo che ricopre dal 2019, sulla base di un'intesa tra Macron e l'ex cancelliera tedesca, Angela Merkel, la cui allora ministra della Difesa, Ursula von der Leyen, fu invece scelta come presidente della Commissione Europea.

 

 

I candidati più accreditati al ruolo di futuro presidente della Bce sono l'ex capo della banca centrale olandese Klaas Knot, il direttore generale della Banca dei regolamenti internazionali, Pablo Hernandez de Cos, e l'attuale numero uno della Bundesbank, Joachim Nagel. Lagarde, il cui mandato scade nell'ottobre 2027, non sarebbe l'unico alto funzionario a lasciare la carica in anticipo per consentire a Macron di intervenire sulla successione prima del voto in Francia. Una settimana fa il governatore della Banca di Francia, Francois Villeroy de Galhau, aveva comunicato che si sarebbe dimesso il prossimo giugno, ovvero più di un anno prima del previsto. Ed è proprio questo precedente che renderebbe credibile l'ipotesi di un cambio della guardia precoce a Francoforte.

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