Leggi il settimanale
Cerca
Edicola digitale
+

Consiglio della Pace, opposizioni per una volta verso risoluzione unitaria

Foto:  Lapresse 

Enzo Binari
  • a
  • a
  • a

Armi affilate dai banchi delle opposizioni per le comunicazioni, oggi, del ministro degli Esteri Antonio Tajani alla Camera riguardo la partecipazione dell'Italia come Stato di osservatore al «Board» per Gaza. Nel governo c'è il convinto che la soluzione adottata abbia aperto la porta ad altri Paesi. Nel Consiglio per la pace» targato Donald Trump parteciperanno, tra gli altri, Cipro che ferma la presidenza di turno dell'Unione europea, la Polonia, la Romania, la Croazia, la Repubblica Ceca. Alla prima riunione in programma giovedì a Washington non ci sarà il Cancelliere Merz. Posizione, questa di Berlino che avrebbe spinto Meloni a non presenziare personalmente, così a rappresentare l'Italia dovrebbe essere il ministro degli Esteri Antonio Tajani. «Vogliamo essere protagonisti ma come osservatori, come lo sarà la commissione europea», ha spiegato il responsabile della Farnesina, «il governo ha stabilito di esserci come osservatore perché come partecipante non è possibile, in quanto l'articolo 9 dello statuto del Board of Peace è in contrasto con l'articolo 11 della Costituzione», ha chiarito. Insomma, Roma mette un piede dentro il Board ma non va oltre la disponibilità di ascoltare le proposte sul campo, ribadendo il sostegno agli sforzi portati avanti finora, dalle iniziative 'food per Gaza' all'addestramento dei futuri agenti palestinesi da parte dei nostri Carabinieri. Le comunicazioni del ministro degli Esteri si terranno alle ore 13.30 nell'Aula di Montecitorio e poi nel pomeriggio al Senato ci sarà un'audizione davanti alle commissioni Esteri e Difesa. In una bozza della risoluzione della maggioranza il centrodestra impegna il governo a continuare a sostenere con il massimo sforzo insieme «ai partner europei, arabi ed internazionali, l'applicazione del Piano Complessivo di pace».

E «a partecipare, a tal fine, in qualità di osservatore alla riunione inaugurale del Board of Peace che si terrà a Washington il 19 febbraio 2026 e ad ogni futura attività che lo stesso Board of Peace si svolgerà sulla base del mandato ricevuto con la risoluzione del Consiglio di Sicurezza 2803». Inoltre la richiesta è di «predisporre un contributo nazionale complessivo per l'assistenza umanitaria alla popolazione di Gaza, la ricostruzione della Striscia e il sostegno al programma di riforme dell'Autorità Palestinese per rafforzare le capacità di governo» e di «rafforzare l'impegno nell'addestramento delle forze di polizia palestinesi nel quadro delle attività della forza internazionale di stabilizzazione». Infine si chiede all'esecutivo di «continuare a sostenere ogni sforzo verso una soluzione giusta e durata del conflitto medioorientale sulla base della soluzione a due Stati». Nella risoluzione si ricorda che l'Italia «è da tempo impegnata nel portare assistenza umanitaria alla popolazione civile palestinese» e che «è già impegnata nell'addestramento delle forze di sicurezza palestinese con la missione bilaterale Miadit Palestina che dal 2014 ha permesso l'addestramento di circa 4700 unità' delle forze di sicurezza palestinesi».

Compatta l'opposizione che con la firma di Azione, alla risoluzione comune al «No al Board of Peace» ritrova compattezza. Una unità trovata in extremis e dopo che Azione aveva già annunciato un suo documento. Stando a quanto pubblicato fonti di opposizione, la convergenza è stata possibile data la materia molto particolare e ristretta del documento, limitata al solo Board su Gaza,senza altri riferimenti alla questione della Palestina ea Israele. Riferimenti sui quali, in passato, Azione aveva sempre marcato la sua distanza dal resto delle opposizioni e, soprattutto, dal nucleo Pd-M5s-Avs, che marcia compatta ormai dall'aprile scorso, quando è stata presentata la movimento unitaria dei tre partiti per il cessate il fuoco nella Striscia. Il documento, viene anticipato, contiene solo due impegni, ma il messaggio principale e' la "non partecipazione, in termini economici e fattuali, dell'Italia al Board of Peace». Il lavoro di limatura sul documento andrà avanti ancora fino a stamattina, prima delle Comunicazioni del ministro in Aula alla Camera. La partecipazione al Consiglio di Pace è stata oggetto, tra l'altro, del vertice a Palazzo Chigi tra Giorgia Meloni - di ritorno dalla Sicilia dove ha effettuato un sopralluogo - ei vice premier Antonio Tajani e Matteo Salvini Tra i temi affrontati, referendum, energia, legge elettorale. 

Dai blog