Landini “benedice” lo Spin Time e attacca il governo e la riforma della giustizia
Quale luogo se non il centro sociale Spin Time per ospitare «due giorni di dibattito e confronto tra la Cgil e i giovani». Ovviamente alla presenza del segretario generale Maurizio Landini, protagonista del primo appuntamento di ieri con un lungo comizio dallo spirito chiaramente antigovernativo e soprattutto a tratti democristiano. Perché ormai è chiaro: pur di tentare di salvare dallo sfratto annunciato lo stabile di Via Santa Croce in Gerusalemme ogni carta è buona. «Questo è un posto benedetto, ci sono stati due papi», ha esordito il numero uno della Cgil riferendosi all’immobile occupato nel lontano 2013 e adesso in cima al piano sgomberi del Viminale. In sostanza, il fortino emblema dei movimenti per la casa di estrema sinistra sarebbe un posto «sacro» e quindi intoccabile. Una dichiarazione che fa presagire una crisi mistica in capo a Landini, ma che oltretutto non trova riscontro nei fatti.
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Il caso dello Spin Time era assurto agli onori della cronaca nel maggio del 2019 quando l’elemosiniere del Papa, il cardinale Konrad Krajewski riattivò la corrente elettrica che era stata staccata per morosità, restituendo e pagando la luce agli occupanti. Ma nessun Papa si è mai recato in loco. L’unico incontro degli abusivi di Via Santa Croce in Gerusalemme con un Pontefice, infatti, è riscontrabile in occasione del Giubileo dei movimenti dell’anno scorso, quando Papa Leone li ha effettivamente ricevuti in udienza in Vaticano. E al massimo tra gli assidui frequentatori dello Spin Time ci sarebbe il sacerdote e cappellano della Ong Mediterranea Saving Humans, Don Mattia Ferrari. Simbolo del legame tra l’emergenza migranti e il centro sociale in questione, dove abitano abusivamente 400 persone di diverse etnie. A ogni modo, terminato il comizio da chierichetto e quindi la velata richiesta alla Santa Sede di intervenire per salvare lo Spin Time, Landini si è affidato poi al sindaco Gualtieri, nel quale ha riposto la propria fiducia per la regolarizzazione dell’occupazione. «Credo ci sia un impegno esplicitato - ha spiegato ai frequentanti che considerano l’azione amministrativa del titolare al Campidoglio ancora poco incisiva - da parte del sindaco e del Comune di Roma di affrontare la questione, quello che è avvenuto in questo luogo è una pratica molto buona che va valorizzata». E ancora: Lo Spin Time «non è una realtà fine a sé stessa ma il simbolo di come si possono garantire in una città i diritti delle persone nel rispetto delle regole. È utile e insegna che si possono affrontare i problemi e si può farlo in maniera positiva e intelligente».
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Eppure anche questa esternazione risulta quanto meno ambigua, considerando che difendere un’occupazione abusiva non è proprio il migliore esempio di «rispetto delle regole». Tuttavia, le presenze in piazza al prossimo sciopero sono state così garantite. Le parole del segretario della Cgil sono arrivate come una «coccola» sincera agli antagonisti, sempre più forti della protezione istituzionale rinnovata giornalmente anche da esponenti Pd e Avs. E da qui si è passati all’orazione contro il referendum sulla giustizia, con tanto di cartello con scritto «Vota No» in bella vista sul palco: mai rinunciare a facili voti. Mentre qualche parola, seppur confusa, è stata addirittura spesa a tutela dei lavoratori: una sorta di lapsus sul vero ruolo che dovrebbe avere ogni sindacato. Così, mentre gli antagonisti sono pronti a difendere lo stabile «con la lotta», Landini lo ha «benedetto» e trasformato per due giorni nella sua agorà.
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