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Massimo Giannini chiude la "Bella (chat) ciao". L'implosione della sua brigata

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«Amiche ed amici, con grande dispiacere e rammarico, vi informo che dopo quest’ultimo messaggio lascio questa chat. L’idea che l’aveva fatta nascere era un’altra, ma constato che nel tempo si è irrimediabilmente perduta, sicuramente anche per responsabilità di chi l’aveva lanciata. Ma per quanto mi riguarda, mi fermo qui. Auguro a tutti il meglio, per oggi e per l’anno nuovo e per sempre». Con questo messaggio Massimo Giannini dà il suo addio alla chat «antifascista» che aveva creato. Eppure quell’esperimento di resistenza era iniziato con tanto entusiasmo; nonostante alcuni repentini abbandoni (Mentana e Nina Zilli solo per citarne alcuni). Tanto che a un certo punto qualcuno propose addirittura la nascita del «Movimento 25 aprile».

 

 

 

Il leader già c’era, ovviamente Giannini, e c’era anche la data e la piazza dove ritrovarsi (il 26 maggio a piazza Navona). Poi però qualcosa si è perso nel percorso, fra preziose dissertazioni sui «meriti di Stalin» (che costrinsero il leader Massimo a intervenire) e le battute di Dario Vergassola («Siamo più di 900 partecipanti, a mille partono le scissioni»). C’è chi racconta di un Burioni al limite del collasso davanti alla foto della bandiera rossa issata sul Reichstag, postata da qualche nostalgico dell’Armata rossa. Perché in fondo la sinistra è un’idea che poi si perde in mille rivoli.  
 

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