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Caso Decaro, quel sospetto nel Pd: "Perché Emiliano ha calcolato tutto"

Mira Brunello
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 Ad un nuovo "Chance", il giardiniere inconsapevole, non crede nessuno. Tanto meno che possa esserlo Michele Emiliano. Per di più proprio a Bari sul palco della manifestazione dem organizzata sabato scorso e convocata per reagire a quella che viene definita la «provocazione» della destra. E non è solo una questione di stazza, Michele Emiliano, in quanto a corporatura, non è certo paragonabile a Peter Sellers, splendido protagonista di "Oltre il giardino". Ed allora se il governatore della Puglia non è Chance, le sue affermazioni sul boss Capriati e sul suo entourage familiare, non possono essere del tutto casuali, vociferano le malelingue di stanza al Pd. Il sospetto, particolarmente circostanziato, gira di bocca in bocca, ed esce soprattutto dalle ricostruzioni che fa la minoranza interna del partito: «Michele sapeva perfettamente di creare un caso, la battuta sull’incontro dell’allora giovane assessore nella casa di una sorella del boss, non è benevola. Emiliano è un calcolatore, difficile che si faccia sfuggire qualcosa per sbaglio».

Per dire che alle parole del Governatore ora non crede davvero più nessuno, tanto meno quando, in versione giardiniere, ribadisce al Fatto Quotidiano che la sua intenzione era quella di difendere Decaro. «Una cosa è certa, nessuno vorrà più sul palco un avvocato "difensore" come Michele», la butta sul ridere un ex parlamentare dem.

 

È pur vero che gli umori al Nazareno siano sottosopra, il caso Bari è stato solo il detonare di un clima già molto appesantito dall’ avvicinarsi delle elezioni europee. E le due vicende non sarebbero neanche troppo lontane. Il sindaco Decaro è in procinto di candidarsi alle elezioni dell’8-9 giugno nella circoscrizione Sud. Probabilmente al numero due, alle spalle della "rediviva" Lucia Annunziata («non mi candiderò mai», le ultime parole famose pronunciate dalla giornalista Rai).

Emiliano si sarebbe spazientito per il clamore suscitato dal sindaco del capoluogo, la reazione del primo cittadino sarebbe per lui una mera operazione dì "marketing", (poteva accettare tranquillamente la commissione ispettiva) in grado però di diminuire la sua presa in Regione. Secondo questa ricostruzione, l’ex Pm avrebbe chiamato in causa scientificamente il boss Capriati, per intorbidire ulteriormente le acque, mettendo così in difficoltà il compagno di partito. D’altra parte è indubbio che negli ultimi tempi, il sindaco di Bari si sia un po’ montato la testa Con più di qualche amico, il capo dei Comuni ha ipotizzato una scalata al Nazareno, valutando come prossimo alla fine il ciclo di Elly Schlein. Tanto che le malelingue parlano anche di una sostanziale indifferenza della segretaria Pd alla situazione in cui versa il Comune di Bari ed il suo sindaco.

 

Da qui, il conflitto sotterraneo di queste ore tra gli alti papaveri dem. L’affaire pugliese si somma alla rivolta in corso sulle candidature per le prossime consultazioni. Ed è tanto per cambiare contro la segretaria Elly Schlein. La sua decisione di candidarsi al terzo posto in tutte le circoscrizioni, fatta eccezione per le Isole dove sarà capolista, scatena in modo particolare le donne. «Incredibile che lo faccia una che si dichiara ovunque femminista», fanno notare. E la polemica, ancora una volta, si concentra soprattutto al Sud, dove Pina Picierno, vicepresidente del Parlamento Europeo, per l’alternanza di genere, rischia di essere retrocessa al quinto posto. E dove, particolare non da poco, si scatenerà anche la guerra di De Luca contro i "cacicchi" del Nazareno.

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